Mestieri e guadagni

Quanto guadagna un muratore in proprio: cosa serve per partire e quando rende

Chi si chiede quanto guadagna un muratore di solito ha in mente un altro pensiero: mettersi in proprio. Nell’edilizia la porta è aperta più che altrove, perché per aprire un’impresa edile non serve nessun titolo. Ma tra l’aprire e l’incassare il primo euro ci sono un furgone, sedici ore di corso, cinque documenti e quattromilacinquecento euro di contributi che si pagano anche a fatturato zero. Qui c’è il conto per esteso, e la risposta a quando il salto conviene davvero.

Muratore che tira su un muro in mattoni nel cantiere di una ristrutturazione
In breve

Un muratore dipendente porta a casa intorno ai 1.400 euro netti al mese, più quello che la Cassa Edile accredita a parte. In proprio, fatturando 45.000 euro l’anno, ne restano circa 19.500: poco più di 1.600 al mese. La differenza fra le due strade è di circa mille euro l’anno, ma per ottenerla servono dai 22.000 ai 39.000 euro di uscite nel primo anno. Il salto ha senso se vuoi crescere, non se vuoi guadagnare qualcosa in più all’ora.

In edilizia si può aprire senza titoli. È l’unica cosa facile

Qui c’è una differenza netta rispetto ad altri mestieri, e conviene metterla subito in chiaro perché sposta tutto il ragionamento. L’installazione di impianti elettrici o idraulici è un’attività regolamentata: serve un’impresa abilitata con un responsabile tecnico in possesso di requisiti precisi, e senza quelli non si lavora. Il conto di quel mestiere, con i suoi anni di attesa, è in quanto guadagna un elettricista.

L’edilizia generica no. Tirare su un tramezzo, demolire una parete, intonacare, posare un pavimento: non sono attività regolamentate. Non esiste un titolo obbligatorio, non serve un responsabile tecnico, non ci sono anni da maturare alle dipendenze di qualcuno. Si apre la partita IVA, ci si iscrive al Registro delle Imprese come impresa artigiana e si comincia.

Questo spiega perché il settore è pieno di piccole imprese individuali, e spiega anche la trappola: aprire è facile, lavorare no. La barriera in edilizia non sta all’ingresso, sta subito dopo, ed è fatta di documenti e di soldi anticipati.

Cosa serve davvero prima di entrare in un cantiere

Il momento della verità non è l’apertura della partita IVA: è il giorno in cui un’impresa più grande, o un privato che ristruttura, ti chiede le carte prima di farti salire sul ponteggio. Quella verifica ha un nome preciso, idoneità tecnico-professionale, e l’elenco di cosa devi consegnare sta nell’allegato XVII del decreto 81 del 2008.

Per un lavoratore autonomo sono cinque cose:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio con un oggetto sociale che corrisponda ai lavori che ti stanno affidando.
  • La documentazione delle attrezzature: betoniera, ponteggi, trabattelli devono essere a norma e documentati.
  • L’elenco dei dispositivi di protezione che usi davvero.
  • Gli attestati di formazione e l’idoneità sanitaria dove prevista.
  • Il DURC, il documento che certifica che sei in regola con i contributi.

Sulla formazione i numeri sono cambiati con l’accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. L’edilizia è classificata a rischio alto, quindi il percorso base è di 16 ore: quattro di formazione generale e dodici di formazione specifica. Chi ha dipendenti, come datore di lavoro, ne ha altre sedici sue. L’aggiornamento va rifatto ogni cinque anni.

Il DURC è il documento che fa saltare più lavori in assoluto. Non è una formalità iniziale: va tenuto in regola sempre, perché te lo chiedono a ogni cantiere e perché senza DURC valido non si accede alle detrazioni fiscali dei lavori. Un committente che deve portare in detrazione una ristrutturazione non può permettersi un’impresa irregolare, e infatti non la prende.

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Attrezzatura da muratore caricata nel furgone all'inizio della giornata di lavoro

Quanto costa partire

Questa è la parte che non compare quasi mai nei conti fatti al bar. Non sono i costi di un’impresa strutturata con escavatore e ponteggi di proprietà — quella parte da 60.000 euro in su — ma quelli di un muratore che parte da solo, con un furgone usato e gli attrezzi essenziali.

VoceQuantoNote
Attrezzatura di baseQuanto:6.000 – 12.000 €Note:betoniera, trabattello, martello demolitore, utensili, livelle, casseforme
Furgone usatoQuanto:8.000 – 15.000 €Note:nuovo si va sui 22.000 – 30.000, il noleggio parte da 4.500 l’anno
Formazione e dispositiviQuanto:500 – 900 €Note:le 16 ore obbligatorie, caschi, scarpe, imbracature
AssicurazioneQuanto:2.000 – 4.000 € l’annoNote:responsabilità civile verso terzi, senza non ti fanno entrare
Apertura e commercialistaQuanto:1.500 – 2.500 €Note:pratiche, Camera di Commercio, primo anno di contabilità
Contributi INPS artigianiQuanto:4.521,36 € l’annoNote:fissi, dovuti in quattro rate anche se non fatturi niente
Totale del primo annoQuanto:22.500 – 39.000 €Note:di cui 14.000 – 27.000 da anticipare prima di incassare

La voce che sorprende chi arriva dal lavoro dipendente è l’ultima. I 4.521,36 euro di contributi fissi non dipendono da quanto lavori: si pagano in quattro rate durante l’anno anche se hai fatturato zero. È il motivo per cui il primo inverno in proprio è il momento in cui molti tornano indietro: il lavoro si ferma, il contributo no.

Quanto si fa pagare un muratore

Prima di rispondere a quanto guadagna un muratore serve sapere quanto incassa. Le tariffe che il cliente vede sono queste, e cambiano parecchio a seconda che si lavori a ore, a giornata o a misura.

  • All’ora: 25–45 euro per il lavoro ordinario, 50–60 per lavorazioni specializzate o complesse.
  • A giornata: 200–320 euro per otto ore, la formula più usata sui cantieri.
  • Al metro quadro: un tramezzo interno 35–80 euro, muratura in forati 30–60, muratura in mattoni pieni 50–90, demolizione di una parete non portante 20–60.

Il prezzo a misura è quello che conviene a chi è veloce e sa quanto ci mette. Il prezzo a giornata protegge chi affronta lavori imprevedibili, dove aprendo un muro può uscire di tutto. Sbagliare formula è il modo più comune di lavorare tre giorni e guadagnarne due.

Su questi numeri va detta una cosa che vale per tutti i mestieri: la tariffa non è il guadagno. Dentro ci sono il furgone, il carburante, gli attrezzi che si consumano, l’assicurazione, i contributi e le giornate che il maltempo cancella.

Il conto del primo anno

Mettiamo insieme i numeri su un caso concreto. Marco lavora da solo, fattura a giornata a 250 euro e chiude l’anno con 180 giornate fatturate. Non sono poche: fra maltempo, sopralluoghi, preventivi che non si trasformano in lavori e giorni persi a inseguire fornitori, arrivare a 180 giornate pagate significa averne lavorate ben oltre duecento.

VoceImportoCome si calcola
FatturatoImporto:45.000 €Calcolo:180 giornate a 250 euro
Reddito imponibileImporto:38.700 €Calcolo:coefficiente dell’86 per cento del regime forfettario
Contributi INPSImporto:− 9.295 €Calcolo:4.521,36 fissi più il 24 per cento sopra i 18.808
Imposta sostitutivaImporto:− 4.411 €Calcolo:15 per cento su 38.700 meno i contributi versati
Spese vereImporto:− 11.800 €Calcolo:furgone e carburante, assicurazione, attrezzi, commercialista
Resta in tascaImporto:19.494 €Calcolo:circa 1.625 euro al mese, dodici mesi su dodici

Attenzione a una cosa che nel forfettario inganna sempre: le spese reali non si deducono. Il furgone, l’assicurazione e gli attrezzi si pagano lo stesso, ma escono dal netto e non dall’imponibile. Nell’edilizia, dove il mezzo e l’attrezzatura pesano molto, il 14 per cento che il forfettario riconosce a forfait quasi mai basta a coprirle.

Nei primi cinque anni di una nuova attività l’imposta scende dal 15 al 5 per cento, e lo stesso conto chiude intorno ai 22.400 euro. C’è anche la riduzione del 35 per cento sui contributi che i forfettari possono chiedere entro il 28 febbraio: vale oltre tremila euro l’anno, ma si traduce in meno pensione domani.

Corso di formazione sulla sicurezza in cantiere con lavoratori edili e istruttore

Quanto guadagna un muratore dipendente, e perché il confronto sorprende

Un muratore qualificato assunto con il contratto dell’edilizia sta tra i 1.350 e i 1.700 euro netti al mese, con una media intorno ai 1.400. Un apprendista tra 1.050 e 1.450. La paga oraria di riferimento del secondo livello nel 2026 è di 13,20 euro lordi, che su 173 ore mensili fanno circa 2.283 euro lordi.

Ma nell’edilizia c’è un pezzo che in busta paga non si vede, ed è quello che rende il confronto meno scontato di quanto sembri: la Cassa Edile. Ferie, gratifica natalizia e anzianità professionale non compaiono nel mensile, vengono accreditate a parte in momenti stabiliti dell’anno. Chi guarda solo il netto del mese sottostima quanto porta a casa davvero un dipendente edile.

Messi uno accanto all’altro, i due numeri si somigliano molto più di quanto si creda: circa 19.500 euro in proprio contro 18.000-19.000 da dipendente, contando gli accrediti della Cassa Edile. Uno scarto di poche centinaia di euro. E da dipendente il maltempo lo paga l’impresa, il furgone non lo compri tu, e chi non salda la fattura è un problema di qualcun altro.

È lo stesso ragionamento che vale per chiunque provi ad arrotondare lo stipendio con il proprio mestiere: la tariffa dice quanto vali sul mercato, non quanto ti resta.

Da dove arrivano i primi lavori

Quasi nessun muratore comincia con clienti propri. Si comincia in subappalto, cioè lavorando per imprese più grandi che hanno preso una commessa e hanno bisogno di braccia. È il motivo per cui le carte dell’allegato XVII contano tanto: chi ti chiama deve verificarle prima di farti entrare, e se manca qualcosa passa al prossimo nome della lista.

Il subappalto ha un vantaggio evidente e uno svantaggio altrettanto chiaro. Il vantaggio è che il lavoro arriva senza che tu debba cercarlo, e arriva a giornate piene. Lo svantaggio è che il prezzo lo fa l’altro, i tempi li fa l’altro, e se quell’impresa smette di chiamarti ti trovi con zero lavoro da un giorno all’altro.

I clienti diretti — il privato che rifà il bagno, la famiglia che chiude un porticato — pagano meglio e ti rendono indipendente, ma vanno costruiti nel tempo. Nel primo anno vale la pena tenere entrambe le strade: le giornate in subappalto pagano i contributi, i lavori diretti costruiscono il giro che ti terrà in piedi al terzo anno.

Due muratori al lavoro nel piccolo cantiere di una ristrutturazione domestica

Farsi pagare, che è metà del mestiere

Nell’edilizia il pagamento non arriva a fine lavoro come in altri mestieri: arriva a stati di avanzamento. Si concordano tappe — demolizioni fatte, murature tirate su, intonaci finiti — e a ogni tappa si fattura. Chi non li mette per iscritto lavora due mesi e chiede i soldi alla fine, che è la posizione peggiore in cui trovarsi.

La regola pratica per chi comincia è semplice: nessun lavoro senza un anticipo sui materiali. I materiali li paghi tu al fornitore, spesso a trenta giorni, e se il cliente sparisce resta il tuo debito. Un anticipo che copra la fornitura non è diffidenza, è il minimo per non finanziare il cantiere di qualcun altro.

Una domanda che ricorre: si può cominciare con la ricevuta per prestazione occasionale, senza aprire partita IVA? Per un lavoro isolato e davvero saltuario sì, e il modello è nella guida sulla ricevuta per prestazione occasionale. Ma per lavorare in cantiere serve un’impresa iscritta alla Camera di Commercio, perché senza quella non passi la verifica dell’idoneità tecnico-professionale. La prestazione occasionale non è la strada per fare il muratore: è al massimo il modo di mettere in regola un lavoretto una tantum prima di decidere.

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Quando conviene fare il salto, e quando no

Rimettendo insieme i numeri, la risposta a quanto guadagna un muratore che si mette in proprio è scomoda ma onesta. Il vantaggio economico del mettersi in proprio, nel primo anno e lavorando da solo, è di poche centinaia di euro l’anno rispetto a un posto da dipendente. Per ottenerlo hai anticipato tra i 14.000 e i 27.000 euro fra furgone e attrezzatura. Su quello scarto, quell’investimento non rientra mai.

Quindi non fare il salto per guadagnare di più all’ora: su quello i conti non tornano. Il salto ha senso per tre motivi diversi, e sono questi:

  • Il tetto non c’è. Da dipendente 1.400 euro sono 1.400 euro. In proprio, il secondo anno con un aiutante e lavori diretti invece che in subappalto, i numeri cambiano scala.
  • Scegli i lavori. Puoi rifiutare i cantieri che non pagano e tenere quelli che rendono, cosa che da dipendente non decidi.
  • Il margine sui materiali. Su un lavoro completo il ricarico sulla fornitura vale spesso quanto due o tre giornate di manodopera, ed è un guadagno che non ti costa altre ore.

Il percorso che funziona quasi sempre è graduale: restare dipendenti mentre si mettono da parte i soldi del furgone e si fanno le sedici ore di corso, aprire quando c’è già un’impresa che ha detto “ti chiamo”, e tenere da parte il contributo fisso dell’anno prima ancora di comprare l’attrezzatura. Chi apre sperando che il lavoro arrivi dopo di solito chiude entro il secondo inverno.

Domande frequenti

Quanto guadagna un muratore al mese?Da dipendente, tra 1.350 e 1.700 euro netti al mese, con una media intorno ai 1.400, più gli accrediti della Cassa Edile per ferie, gratifica natalizia e anzianità professionale. In proprio, su 45.000 euro di fatturato annuo, restano circa 1.625 euro al mese al netto di contributi, imposta e spese.
Quanto costa un muratore a giornata?Tra 200 e 320 euro per otto ore di lavoro. All’ora si va dai 25–45 euro per il lavoro ordinario ai 50–60 per le lavorazioni specializzate. A misura, un tramezzo interno costa 35–80 euro al metro quadro.
Serve un titolo per aprire un’impresa edile?No. L’edilizia generica non è un’attività regolamentata: non serve né un diploma né un responsabile tecnico. Serve però superare la verifica dell’idoneità tecnico-professionale prevista dall’allegato XVII del decreto 81/2008 per entrare in un cantiere.
Quante ore di corso sulla sicurezza servono?Sedici: quattro di formazione generale più dodici di formazione specifica, perché l’edilizia è classificata a rischio alto. Chi ha dipendenti ne aggiunge sedici come datore di lavoro. L’aggiornamento va rifatto ogni cinque anni.
Quanto costa aprire da muratore?Tra 22.500 e 39.000 euro nel primo anno contando tutto, di cui 14.000–27.000 da anticipare prima di incassare. Le voci più pesanti sono il furgone, l’attrezzatura e i 4.521,36 euro di contributi INPS artigiani, che sono fissi e si pagano anche a fatturato zero.
Un muratore può lavorare con la prestazione occasionale?Solo per un lavoro isolato e davvero saltuario. Per entrare in un cantiere serve un’impresa iscritta alla Camera di Commercio con DURC valido, altrimenti non si supera la verifica dei requisiti. Non è la strada per esercitare il mestiere.
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