Lavoro e guadagni

Arrotondare lo stipendio: quante ore servono davvero per 200, 300 o 500 euro al mese

Quasi tutte le guide partono dalla stessa parte sbagliata: un elenco di venti idee, dai sondaggi al dropshipping, senza mai dire quanto rende un’ora del tuo tempo. Qui facciamo il conto al contrario. Parti dalla cifra che ti serve ogni mese, e trovi quante ore servono per arrivarci con le tariffe reali dei servizi alla persona in Italia.

Persona che fa i conti al tavolo di casa per capire quanto può guadagnare con un secondo lavoro
In breve

Per arrotondare lo stipendio di 200 euro al mese servono dieci ore di lavoro a 20 euro l’ora, cioè due mezze giornate, oppure circa diciassette ore a 12 euro: un pomeriggio a settimana per un mese. Per 300 euro servono quindici ore alla tariffa alta e venticinque a quella bassa; per 500 euro venticinque e quarantadue. Le tariffe orarie di chi si propone da privato nei servizi alla persona vanno da 8 a 25 euro, e sotto i 5.000 euro l’anno puoi lavorare con la ricevuta per prestazione occasionale senza aprire partita IVA.

Parti dalla cifra, non dall’idea

La domanda giusta per arrotondare lo stipendio non è “cosa posso fare per guadagnare qualcosa in più”. È “quanto mi serve, e quante ore sono disposto a dare”. Sono due numeri che conosci già, e da quelli si ricava tutto il resto.

Il motivo per cui questo conto funziona è che i servizi alla persona si pagano a ore e le tariffe sono note. Non c’è nulla da costruire, nessun investimento iniziale, nessuna piattaforma che si prende una percentuale sul tuo primo cliente. C’è un’ora del tuo tempo che vale tra 8 e 25 euro a seconda di cosa sai fare.

Queste sono le tariffe di chi si propone da privato, con la propria attrezzatura o con quella del cliente. Una ditta con partita IVA per lo stesso lavoro chiede il doppio, perché ha mezzi, assicurazione e smaltimento da pagare: un prato tagliato col tuo tagliaerba e un prato tagliato con i sacchi portati in discarica non sono lo stesso lavoro.

Cosa sai fareTariffa orariaQuanto serve per iniziare
Montaggio mobiliTariffa:15 – 25 €Serve:avvitatore, set di chiavi, un metro e la pazienza di leggere le istruzioni; chi arriva dal mestiere sta nella fascia dei montatori, 25 – 40 €
Giardinaggio e cura del verdeTariffa:10 – 15 €Serve:nulla, se usi il tagliaerba del cliente; con decespugliatore e tagliasiepi tuoi la tariffa sale a 20 – 25 €
Ripetizioni alle superioriTariffa:15 – 25 €Serve:padronanza vera della materia, niente di più; per le materie universitarie si arriva a 25 – 40 €
Ripetizioni elementari e medieTariffa:10 – 16 €Serve:pazienza e capacità di tenere il ritmo di un bambino
Aiuto traslochi e consegneTariffa:15 – 25 €Serve:schiena buona e, se possibile, un mezzo capiente
Pulizie domesticheTariffa:10 – 15 €Serve:nulla di particolare, i prodotti spesso li mette la famiglia
BabysittingTariffa:8 – 12 €Serve:referenze verificabili, contano più di qualsiasi attestato
Dog e cat sittingTariffa:10 – 20 € a visitaServe:disponibilità nei fine settimana e sotto le feste
Assistenza e compagnia agli anzianiTariffa:9 – 14 €Serve:affidabilità e continuità, le famiglie cercano la stessa persona

Guarda cosa cercano le persone della tua zona →

Il conto per arrivare a 200 euro al mese

È l’obiettivo più richiesto in assoluto, e anche il più facile: sono duecento euro che coprono la spesa di una settimana o una rata.

Con una tariffa di 20 euro l’ora, montaggio mobili o ripetizioni alle superiori, servono dieci ore al mese. Cioè due mezze giornate, oppure poco più di due ore a settimana. Con il giardinaggio o le pulizie a 12 euro l’ora servono circa diciassette ore: un pomeriggio a settimana per un mese.

Tradotto in impegno reale: un pomeriggio a settimana per un mese, e la metà delle ore se scegli un servizio dalla tariffa alta. Resta molto meno di quanto immagina chi non ha mai fatto il conto.

Il conto per arrivare a 300 euro al mese

Trecento euro coprono una rata dell’auto o una bolletta pesante, e sono la cifra che quasi tutti hanno in testa quando pensano a un secondo lavoro.

A 20 euro l’ora servono quindici ore al mese: tre mezze giornate, cioè tre ore e mezza a settimana. A 15 euro l’ora sono venti ore, meno di cinque a settimana. A 12 euro l’ora siamo a venticinque ore, quasi sei a settimana, e a quel punto conviene chiedersi se non valga la pena imparare qualcosa che si paga di più.

È qui che la differenza tra 12 e 20 euro l’ora smette di essere teorica: sono dieci ore di vita in più ogni mese, a parità di guadagno.

Persona che lavora nel giardino di un cliente durante il fine settimana come secondo lavoro

Il conto per arrivare a 500 euro al mese

Cinquecento euro cambiano il bilancio di casa, e qui la matematica diventa più seria.

A 20 euro l’ora servono venticinque ore al mese, cioè quasi sei ore a settimana: un sabato mattina ogni settimana, oppure una giornata intera ogni due. È sostenibile, ma non è più un passatempo: significa avere clienti fissi, non occasionali. A 15 euro l’ora sono trentatré ore, quasi otto a settimana. A 12 euro l’ora sono circa quarantadue ore, dieci a settimana, che a quel punto sono quasi un secondo impiego vero.

Una nota che le liste di idee non danno mai: sopra i 400 o 500 euro al mese, il vincolo non è più trovare clienti, sono gli spostamenti. Quattro interventi in quattro quartieri diversi mangiano un’ora di viaggio a testa. Chi arrotonda bene lavora vicino a casa e concentra gli appuntamenti nello stesso giorno.

Ragazza che dà ripetizioni a uno studente al tavolo di casa nel pomeriggio

Quanto resta davvero: la parte che nessuno racconta

Tutte le cifre qui sopra sono lorde, e qui sta la differenza tra un conto onesto e una promessa. Arrotondare lo stipendio significa portare a casa il netto, non il lordo.

Se lavori in modo saltuario e senza partita IVA, la strada normale è la prestazione occasionale. Emetti una ricevuta e, se a pagarti è un privato, cioè una famiglia, non c’è nessuna ritenuta: 300 euro lordi sono 300 euro in mano. La ritenuta d’acconto del 20% la applica solo chi è sostituto d’imposta, cioè un’azienda, un professionista o un condominio: in quel caso te la trattiene lui e la versa allo Stato per tuo conto, e tu la ritrovi in dichiarazione dei redditi l’anno dopo.

Il secondo limite è la soglia: finché resti sotto i 5.000 euro lordi all’anno sommando tutti i committenti, non scatta l’obbligo di contribuzione previdenziale. Superata quella cifra si apre la gestione separata INPS, come spiega la scheda dell’INPS sui lavoratori autonomi occasionali.

Cinquemila euro l’anno sono circa 416 euro al mese: significa che i traguardi da 200 e 300 euro stanno comodamente dentro la prestazione occasionale, mentre a 500 euro al mese la superi e va valutata una forma diversa. Se vuoi il dettaglio con i modelli di ricevuta già pronti, l’abbiamo scritto nella guida dedicata.

Terza cosa, spesso dimenticata: se hai già un lavoro dipendente, controlla il tuo contratto. Il pubblico impiego ha vincoli precisi sul secondo lavoro, e anche nel privato certe clausole di esclusiva vanno lette prima e non dopo.

Su alcuni mestieri lo scarto tra tariffa e guadagno reale è ancora più ampio, perché ci sono attrezzatura, furgone e spostamenti da pagare prima di tutto il resto: il conto completo di un anno è nell’articolo su quanto guadagna un elettricista.

Da cosa partire questo fine settimana

Il modo più rapido per arrotondare lo stipendio non è imparare qualcosa di nuovo: è vendere una cosa che già sai fare e che per te è ovvia.

  • Sai montare i mobili. È tra i lavori meglio pagati che non chiedono titoli, e la domanda non si ferma mai. Quanto costa il montaggio, voce per voce.
  • Hai un giardino e sai usare gli attrezzi. Da marzo a ottobre è il servizio più richiesto in assoluto. Le tariffe del giardinaggio.
  • Sei bravo in una materia. Le ripetizioni pagano bene dalle superiori in su e si fanno anche online. Come si trovano i primi studenti.
  • Hai un’auto capiente e tempo il sabato. Piccoli traslochi e consegne sono lavori brevi e ben pagati. C’è anche chi si fa pagare per fare l’autista con l’auto del cliente, per una visita o una commissione fuori città.
  • Sai fotografare e hai una reflex. Compleanni, lauree e piccoli eventi privati si pagano bene per due o tre ore di lavoro: come si imposta un annuncio e quanto si chiede è spiegato nella guida sul fotografo per eventi.
  • Ti affidano bambini o animali. Babysitting e pet sitting rendono meno all’ora, ma sono i lavori che generano più passaparola.

Qualunque sia la voce, il primo passo è lo stesso e dura due minuti: pubblicare un annuncio che dica cosa fai, in che zona e quanto chiedi. Se non conosci ancora il sito, la pagina su come funziona Arrotonda spiega in due minuti cosa cambia rispetto a un portale di preventivi. Se invece vuoi capire prima dove conviene pubblicarlo, il confronto tra i siti per lavori occasionali mette in fila, sito per sito, chi fa il primo passo, cosa paga chi offre il servizio e quanto resta online l’annuncio. Chi scrive la tariffa nell’annuncio riceve meno messaggi ma molti più appuntamenti veri, perché chi contatta ha già accettato il prezzo.

Pubblica il tuo primo annuncio →

Persona che pubblica dallo smartphone un annuncio per offrire i propri servizi

Quali lavori extra reggono accanto a un impiego a tempo pieno

Chi cerca lavori extra ha già otto ore occupate, quindi il primo filtro non è la tariffa ma l’orario. Un lavoro extra buono si fa quando gli altri sono a casa: la sera dopo le sei, il sabato e la domenica. Ripetizioni e babysitting nascono già in quelle fasce; montaggio mobili e piccoli traslochi si concentrano nel fine settimana; il giardinaggio, da marzo a ottobre, riempie i sabati mattina. Le pulizie a ore sono l’eccezione: le famiglie le vogliono di giorno, e funzionano solo se hai un pomeriggio libero fisso in settimana.

Il secondo filtro sono gli spostamenti. Con due ore libere la sera, mezz’ora di auto all’andata e mezz’ora al ritorno si mangiano metà del guadagno. Per questo i lavori extra che durano nel tempo sono quelli a dieci o quindici minuti da casa, ed è per questo che conviene scrivere nell’annuncio la zona precisa: chi ti contatta sa già se sei raggiungibile. Guarda come hanno indicato orari e raggio le persone che già lavorano così tra gli annunci pubblicati.

L’ultima cosa vale più di tutte: due lavori extra fissi rendono più di dieci diversi. Una famiglia per le ripetizioni del martedì e un cliente per il giardino ogni due sabati fanno da soli i 200 euro del primo traguardo, senza dover cercare lavoro ogni settimana. La costanza si vende meglio della disponibilità, ed è anche il motivo per cui il secondo mese vale quasi sempre più del primo.

Quanto ci vuole prima del primo cliente

Questa è la parte in cui le guide diventano vaghe, quindi diciamo cifre.

Nei servizi alla persona il primo contatto arriva in genere entro una o due settimane dalla pubblicazione dell’annuncio, se la zona è abitata e la tariffa è in linea. Il primo lavoro pagato può arrivare la settimana stessa per montaggi e traslochi, dove la richiesta è urgente, mentre per ripetizioni e assistenza serve più tempo perché le persone scelgono con calma.

La curva vera è quella del passaparola. Il secondo mese vale quasi sempre più del primo, e dal terzo in poi la metà degli appuntamenti arriva da clienti che tornano o che ti hanno consigliato. Per questo conviene fare bene i primi tre lavori anche se sono piccoli: sono quelli che pagano tutti gli altri.

Non è invece realistico aspettarsi 500 euro il primo mese. Chi te lo promette ti sta vendendo qualcosa.

Tre errori che costano il primo mese

Scrivere un annuncio generico. “Faccio lavoretti di vario tipo, disponibile” non lo apre nessuno. Un servizio preciso con la zona e la tariffa funziona dieci volte di più. Scrivi cosa fai, in che zona e quanto chiedi: tre righe precise battono dieci righe generiche.

Partire con la tariffa più bassa della piazza. Attira le richieste peggiori e ti blocca: alzare il prezzo a un cliente esistente è molto più difficile che partire con la cifra giusta. Meglio stare nella fascia media ed essere puntuali.

Accettare tutto. Chi vuole arrotondare lo stipendio dice sì a qualsiasi richiesta, ma il lavoro dall’altra parte della città per due ore ti costa mezza giornata. Nei primi mesi si dice sì a tutto per paura, e si finisce a guadagnare 10 euro l’ora facendone pagare 20.

Domande frequenti

Come si fanno 200 euro in più al mese?Con dieci ore di lavoro al mese a 20 euro l’ora, come montaggio mobili o ripetizioni alle superiori. Con il giardinaggio o le pulizie a 12 euro l’ora servono circa diciassette ore, cioè un pomeriggio a settimana per un mese.
E per arrivare a 500 euro al mese?Venticinque ore al mese alle tariffe più alte, cioè quasi sei ore a settimana; a 12 euro l’ora servono circa quarantadue ore. A quel livello servono clienti fissi e non più lavori occasionali, e superi la soglia dei 5.000 euro annui della prestazione occasionale.
Serve la partita IVA per arrotondare lo stipendio?No, se il lavoro è saltuario e non organizzato. Sotto i 5.000 euro lordi l’anno basta la ricevuta per prestazione occasionale: se a pagarti è un privato non c’è nessuna ritenuta, se è un’azienda trattiene il 20% in acconto. La partita IVA serve quando l’attività diventa continuativa.
Posso avere un secondo lavoro se sono già dipendente?Nel privato di norma sì, salvo clausole di esclusiva o di non concorrenza nel contratto. Nel pubblico impiego ci sono vincoli precisi e in molti casi serve l’autorizzazione dell’amministrazione. Controlla prima di iniziare.
Quali sono i lavori extra più facili da conciliare con un impiego?Quelli che si fanno la sera e nel fine settimana: ripetizioni, babysitting, montaggio mobili, piccoli traslochi e giardinaggio il sabato. Le pulizie a ore richiedono un pomeriggio libero in settimana. In tutti i casi scegli lavori a pochi minuti da casa, altrimenti lo spostamento si mangia il guadagno.
Qual è il lavoretto che rende di più all’ora?Per chi si propone da privato, il montaggio mobili e le ripetizioni alle superiori, entrambi tra 15 e 25 euro l’ora. Il giardinaggio sta tra 10 e 15 euro e sale a 20 o 25 se porti decespugliatore e tagliasiepi tuoi. Sopra i 25 euro l’ora si entra nel lavoro da professionista, con attrezzatura e partita IVA.
Quanto tempo passa prima di guadagnare qualcosa?Il primo contatto di solito entro una o due settimane dall’annuncio. Il primo lavoro pagato può arrivare subito per montaggi e traslochi, più tardi per ripetizioni e assistenza. Dal terzo mese pesa molto il passaparola.
Conviene scrivere la tariffa nell’annuncio?Sì. Riceverai meno messaggi ma molti più appuntamenti reali, perché chi ti contatta ha già accettato il prezzo. Senza tariffa la metà delle conversazioni finisce quando la dici.
I lavori da casa online sono un’alternativa?Alcuni sì, ma la maggior parte di quelli pubblicizzati come confezionamento o inserimento dati sono truffe o pagano cifre irrisorie. I servizi alla persona hanno tariffe verificabili e il cliente ce l’hai davanti.
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Hai già una cifra in testa e almeno una cosa che sai fare bene. Il resto è un annuncio da due minuti.

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