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Ricevuta prestazione occasionale: i modelli pronti da copiare
Hai fatto un lavoro saltuario, ti devono pagare e ti chiedono una ricevuta prestazione occasionale. Non serve un commercialista né un programma: bastano dieci righe scritte nel modo giusto. Qui sotto trovi tre modelli completi da copiare, uno per ogni situazione, più le regole che decidono quale ti serve: marca da bollo, ritenuta del 20% e soglia dei 5.000 euro.
Quale dei tre modelli ti serve
Prima di copiare, rispondi a due domande. Chi ti paga è un privato oppure un’azienda? L’importo supera i 77,47 euro?
- Ti paga un privato, per esempio una famiglia: nessuna ritenuta. Vai al modello 1.
- Ti paga un’azienda, un professionista o un ente: si applica la ritenuta del 20%. Vai al modello 2.
- L’importo è fino a 77,47 euro: niente marca da bollo. Vai al modello 3.
Sono le uniche due variabili che cambiano il documento. Tutto il resto è identico in ogni caso.
Due casi in cui la ricevuta non è lo strumento giusto. Se a pagarti è una famiglia per babysitting, assistenza, ripetizioni o piccoli lavori di casa, spesso conviene il libretto famiglia, che comprende anche l’assicurazione INAIL. Se invece il lavoro riguarda impianti elettrici o idraulici, la prestazione occasionale non basta: serve un’impresa abilitata, come spiegato in quanto guadagna un elettricista.
Modello 1 · Ricevuta a un privato, sopra 77,47 euro
È il caso più comune per chi arrotonda: ripetizioni a una famiglia, pulizie a domicilio, assistenza a un anziano, un piccolo lavoro in casa. Il privato non è sostituto d’imposta, quindi non trattiene nulla e tu incassi l’intero importo.
Prestatore: Maria Rossi, via Esempio 1, 12051 Alba (CN) — C.F. RSSMRA00A00X000X
Committente: Giulia Bianchi, via Esempio 2, 12051 Alba (CN) — C.F. BNCGLI00A00X000X
Per la seguente prestazione di lavoro autonomo occasionale:
ripetizioni di matematica, 8 ore svolte nel mese di settembre 2026
Compenso lordo: 160,00 €
Ritenuta d’acconto: non applicabile (committente non sostituto d’imposta)
Netto a pagare: 160,00 €
Imposta di bollo di 2,00 € assolta sull’originale.
Prestazione occasionale non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/1972.
Compenso qualificabile come reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR.
Luogo e data: Firma del prestatore
La marca da bollo da 2 euro va applicata sull’originale che consegni e va annullata con una firma o un timbro a cavallo. La data della marca non deve essere successiva a quella della ricevuta.
Modello 2 · Ricevuta a un’azienda, con ritenuta del 20%
Quando chi paga è una società, un professionista con partita IVA, un’associazione, un condominio o un ente, quel soggetto è sostituto d’imposta. Trattiene il 20% e lo versa allo Stato per tuo conto, quindi tu incassi meno di quanto hai fatturato ma quella somma è già tassata.
Prestatore: Marco Verdi, via Esempio 3, 12042 Bra (CN) — C.F. VRDMRC00A00X000X
Committente: Studio Alfa Srl, via Torino 20, 10121 Torino — P.IVA 01234567890
Per la seguente prestazione di lavoro autonomo occasionale:
servizio fotografico per evento aziendale del 5 settembre 2026
Compenso lordo: 500,00 €
Ritenuta d’acconto 20%: − 100,00 €
Netto a pagare: 400,00 €
Imposta di bollo di 2,00 € assolta sull’originale.
Prestazione occasionale non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/1972.
Compenso qualificabile come reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR.
Luogo e data: Firma del prestatore
Attenzione a un dettaglio che confonde molti. La marca da bollo si calcola sul compenso lordo, non sul netto: se il lordo supera 77,47 euro la marca serve, anche quando il netto dopo la ritenuta scende sotto quella soglia.
Entro marzo dell’anno successivo il committente deve inviarti la Certificazione Unica con l’importo pagato e la ritenuta versata. Ti servirà per la dichiarazione dei redditi, quindi conservala.
Modello 3 · Importo fino a 77,47 euro, senza bollo
Sotto quella soglia il documento resta identico ma sparisce la marca da bollo e la relativa dicitura. È il caso dei lavori brevi: due ore di aiuto, una lezione singola, una piccola riparazione.
Prestatore: Anna Neri, via Esempio 4, 12051 Alba (CN) — C.F. NRENNA00A00X000X
Committente: Paolo Gialli, via Esempio 5, 12051 Alba (CN) — C.F. GLLPLA00A00X000X
Per la seguente prestazione di lavoro autonomo occasionale:
aiuto per riordino e cambio armadio, 3 ore del 10 settembre 2026
Compenso lordo: 60,00 €
Netto a pagare: 60,00 €
Prestazione occasionale non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/1972.
Compenso qualificabile come reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR.
Luogo e data: Firma del prestatore

Le voci che non possono mancare in una ricevuta prestazione occasionale
Una ricevuta contestabile è una ricevuta incompleta. Controlla che ci siano tutte queste voci prima di firmare.
- Numero progressivo e data di emissione.
- Nome, cognome, indirizzo e codice fiscale di chi emette.
- Dati completi di chi paga, con partita IVA se è un’azienda.
- Descrizione della prestazione, con periodo o data di svolgimento.
- Compenso lordo, eventuale ritenuta, netto a pagare.
- Le due diciture di legge su IVA e reddito diverso.
- Marca da bollo sopra 77,47 euro, annullata.
- Firma leggibile del prestatore.
Conserva una copia per te. In caso di controllo o di contestazione, la ricevuta è la prova che quel compenso è stato dichiarato correttamente.
La marca da bollo: quando serve e chi la paga
La regola è secca: oltre 77,47 euro serve una marca da bollo da 2 euro. Sotto, non serve.
Su chi debba pagarla la legge dice che l’onere è solidale tra le due parti, ma nella pratica quasi sempre la acquista chi emette la ricevuta. Nulla vieta di concordare che sia il committente a rimborsarla: in quel caso si indica in ricevuta e si aggiungono i 2 euro al totale.
Due errori frequenti. Il primo è comprare la marca dopo aver emesso la ricevuta: la data stampata sulla marca non può essere successiva a quella del documento. Il secondo è non annullarla, cioè non firmare a cavallo tra la marca e il foglio, cosa che la rende come non apposta.
La ritenuta del 20%: chi la applica davvero
La ritenuta d’acconto non dipende da te, dipende da chi ti paga. Si applica solo quando il committente è sostituto d’imposta, cioè un’impresa, un professionista con partita IVA, un ente, un condominio o un’associazione.
Una famiglia che ti paga di tasca propria non è sostituto d’imposta. Non trattiene niente, tu ricevi l’intero importo e le tasse le calcoli in dichiarazione. È il motivo per cui lo stesso compenso da 500 euro ti lascia 500 euro netti se a pagarti è un privato e 400 se è un’azienda.
La ritenuta non è una tassa aggiuntiva: è un anticipo. In dichiarazione la ritrovi come credito e si compensa con quanto devi. Con le tue ore e la tua tariffa puoi calcolare quanto ti resta, ritenuta e marca da bollo comprese, e stampare la ricevuta già compilata.

La soglia dei 5.000 euro e cosa succede dopo
Finché il totale dei compensi occasionali dell’anno resta sotto i 5.000 euro lordi, sommando tutti i committenti, non hai obblighi contributivi. È la cosiddetta franchigia.
Superata quella cifra scattano due cose. Devi iscriverti alla Gestione Separata dell’INPS e sulla parte eccedente si versano i contributi, ripartiti per due terzi a carico del committente e un terzo a carico tuo. Le condizioni esatte sono descritte nella scheda INPS sui contributi dei lavoratori autonomi occasionali.
Sta a te comunicare ai committenti quando superi la soglia, perché loro non possono saperlo: conoscono solo quanto hanno pagato loro, non il totale.
Diverso è il discorso quando l’attività diventa continuativa e organizzata durante tutto l’anno. Lì viene meno il requisito di occasionalità e serve aprire la partita IVA, indipendentemente dall’importo.
Tradotto in pratica: 5.000 euro lordi l’anno sono circa 416 euro al mese. Se vuoi capire quante ore di lavoro corrispondono a quella cifra nei diversi servizi, il conto è fatto nell’articolo su quante ore servono per arrotondare lo stipendio.
Quali sono i lavori occasionali che puoi fare con la ricevuta
La legge non ha un elenco di lavori occasionali ammessi: conta come lavori, non cosa fai. La prestazione occasionale va bene quando l’incarico è saltuario, senza orari fissi né qualcuno che ti organizza la giornata, e quando non hai una struttura stabile per svolgerlo: niente insegna, niente listino pubblicato, niente dipendenti. Se queste condizioni reggono, la ricevuta è lo strumento giusto, e resta tale finché il totale dell’anno sta sotto i 5.000 euro.
Nella pratica sono i lavori che passano ogni giorno su Arrotonda: qualche ora di pulizie e riordino a casa di un privato, il babysitting di un sabato sera, le ripetizioni a un ragazzo delle superiori, il taglio dell’erba a fine stagione, il montaggio di un armadio, una piccola riparazione in casa. Nello stesso elenco entra anche guidare l’auto di chi non può più guidare, per una visita o la spesa settimanale. Quando a pagare è una famiglia, tra ricevuta e libretto famiglia conviene spesso il secondo, come detto all’inizio.
Restano fuori due gruppi. I lavori che richiedono un’abilitazione, come gli interventi su impianti elettrici, a gas o idraulici: quelli spettano a un’impresa abilitata anche se durano un’ora. E i lavori occasionali solo di nome, cioè la stessa persona ogni settimana, allo stesso orario, per tutto l’anno: lì il rapporto è continuativo e serve il contratto di lavoro domestico o la partita IVA, a prescindere dall’importo. Nel dubbio, guarda come hanno descritto il proprio servizio le persone che già lavorano così tra gli annunci pubblicati.
Come si dichiarano i compensi
I compensi da prestazione occasionale sono redditi diversi e vanno indicati nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui li hai incassati, non di quello in cui hai svolto il lavoro.
Se hai ricevuto la Certificazione Unica da un’azienda, i dati sono già lì. Per i compensi ricevuti da privati non esiste nessuna certificazione: fanno fede le tue ricevute, ed è un motivo in più per numerarle e conservarle in ordine.
Gli errori che rendono la ricevuta contestabile
- Numerazione incoerente, con numeri saltati o ripetuti nello stesso anno.
- Descrizione generica come “prestazione di servizi”, che non dice cosa hai fatto né quando.
- Ritenuta applicata a un privato, che non deve trattenerla e si trova a versare qualcosa che non gli compete.
- Marca da bollo dimenticata su importi sopra soglia, oppure applicata e non annullata.
- Nessuna copia conservata, che a distanza di due anni rende impossibile ricostruire il totale.

Prima di emetterla
Un esempio concreto di lavoro che si documenta così: il montaggio di mobili a domicilio, dove il cliente è quasi sempre un privato e l’importo supera i 77,47 euro.
Copia il modello che corrisponde al tuo caso, sostituisci nomi, importi e descrizione, controlla la soglia della marca da bollo e conserva una copia. Sono cinque minuti che ti mettono al riparo da qualsiasi contestazione e ti permettono di farti pagare senza imbarazzo. Se stai iniziando adesso a offrire i tuoi servizi, un annuncio chiaro con tariffa e zona è il modo più rapido per trovare i primi committenti. Se non hai ancora deciso dove pubblicarlo, dove conviene pubblicare un annuncio dei propri servizi lo spiega sito per sito, a partire da chi fa il primo passo e da cosa si paga.
Domande frequenti
Come si fa una ricevuta prestazione occasionale?
Servono numero progressivo e data, i tuoi dati con codice fiscale, i dati di chi paga, la descrizione della prestazione con il periodo, il compenso lordo, l’eventuale ritenuta del 20%, il netto, le diciture su IVA e reddito diverso, la marca da bollo sopra 77,47 euro e la tua firma. I tre modelli qui sopra sono già completi di tutte queste voci.Quando serve la marca da bollo?
Quando il compenso lordo supera 77,47 euro. La marca è da 2 euro, si applica sull’originale consegnato al committente e va annullata con una firma a cavallo. La data stampata sulla marca non può essere successiva a quella della ricevuta.Chi applica la ritenuta d’acconto del 20%?
Solo i committenti che sono sostituti d’imposta, cioè imprese, professionisti con partita IVA, enti, condomini e associazioni. Un privato che paga di tasca propria non trattiene nulla e ti versa l’intero importo. La ritenuta non è una tassa in più ma un anticipo che ritrovi come credito in dichiarazione.Cosa succede se supero i 5.000 euro?
Sulla parte eccedente scatta l’obbligo contributivo con iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS, con due terzi a carico del committente e un terzo a carico tuo. La soglia si calcola sul totale annuo di tutti i committenti, quindi sei tu a doverli avvisare quando la superi.Quali lavori occasionali si possono fare con la ricevuta?
Tutti quelli saltuari e senza un’organizzazione stabile: pulizie a ore, babysitting, ripetizioni, giardinaggio, montaggio mobili, piccole riparazioni che non toccano gli impianti. Non conta il tipo di lavoro ma la mancanza di continuità, insieme al tetto dei 5.000 euro lordi l’anno.Serve la partita IVA per una prestazione occasionale?
No, se il lavoro resta saltuario e non organizzato in modo stabile. La partita IVA diventa necessaria quando l’attività è continuativa durante l’anno con clienti ricorrenti, a prescindere dall’importo incassato. La soglia dei 5.000 euro riguarda i contributi, non di per sé l’obbligo di partita IVA.Come dichiaro i compensi ricevuti da privati?
Vanno indicati come redditi diversi nella dichiarazione relativa all’anno in cui li hai incassati. Per i pagamenti ricevuti da aziende hai la Certificazione Unica, mentre per quelli ricevuti da privati fanno fede solo le tue ricevute: numerale e conservale in ordine.Posso emettere una ricevuta se sono disoccupato o studente?
Sì, la prestazione occasionale è compatibile con lo stato di studente, di disoccupato e nella maggior parte dei casi con un lavoro dipendente. Se percepisci un’indennità di disoccupazione devi però verificare i limiti di reddito previsti e comunicare i compensi, perché oltre certe soglie l’indennità può ridursi.La ricevuta va firmata anche da chi paga?
No, la firma richiesta è quella di chi emette la ricevuta. Il committente conserva l’originale con la marca da bollo come prova del pagamento, e in genere paga con bonifico proprio per avere anche la tracciabilità dell’operazione.Diamoci una mano.
Se hai una competenza da mettere a disposizione, pubblicare il tuo annuncio richiede due minuti e non costa nulla.
