Pagamenti e regole

Libretto famiglia o ricevuta: come pagare chi ti aiuta in casa senza sbagliare

Devi pagare chi ti tiene i bambini, chi dà ripetizioni a tuo figlio o chi ti sistema il giardino, e vuoi farlo in regola senza aprire una pratica complicata. Gli strumenti sono due e non sono intercambiabili: il libretto famiglia e la ricevuta per prestazione occasionale. Qui trovi quale usare in ogni caso, con i limiti aggiornati e il conto di cosa resta davvero in mano a chi lavora.

Genitore che saluta la babysitter sulla porta di casa alla fine del servizio
In breve

Il libretto famiglia si usa per babysitting, assistenza a domicilio, ripetizioni e piccoli lavori di casa, e solo se sei un privato. Ogni titolo vale 10 euro e paga un’ora: 8 vanno a chi lavora, il resto sono contributi e assicurazione. I tetti annuali sono 5.000 euro per chi lavora, 10.000 per la famiglia e 2.500 fra le stesse due persone. Fuori da questi casi si usa la ricevuta per prestazione occasionale.

Il libretto famiglia in due minuti

È un portafoglio elettronico che apri sul sito dell’INPS e ricarichi prima di usarlo. Non è un contratto e non è una busta paga: è un modo di pagare piccole prestazioni mettendo insieme compenso, contributi e assicurazione in un colpo solo.

Funziona a titoli da 10 euro, e ogni titolo paga un’ora di lavoro, mai di più. Se una babysitter sta tre ore, usi tre titoli.

Quei 10 euro non finiscono tutti in tasca a chi lavora, e sapere come si dividono evita il malinteso più comune:

  • 8 euro sono il compenso netto di chi lavora;
  • 1,65 euro vanno alla contribuzione previdenziale nella gestione separata;
  • 0,25 euro al premio assicurativo INAIL contro gli infortuni;
  • 0,10 euro agli oneri di gestione.

Il dettaglio che conviene dire subito a chi lavora per te: otto euro netti l’ora non sono otto euro lordi. Non c’è nulla da versare dopo, nulla da dichiarare a parte, e c’è una copertura INAIL che nel pagamento in contanti non esiste.

Chi può usarlo e per quali lavori

Qui sta il primo filtro, e taglia fuori più casi di quanto si creda: lo strumento lo può usare solo una persona fisica, al di fuori di qualsiasi attività professionale o d’impresa. Una famiglia sì, un negozio o uno studio no.

Le attività ammesse sono quattro:

  • piccoli lavori domestici, compresi giardinaggio, pulizia e manutenzione;
  • assistenza domiciliare a bambini, persone anziane, malate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare, cioè le ripetizioni private;
  • manifestazioni sportive o culturali organizzate da enti.

Se il lavoro che hai in mente non rientra in questo elenco, il libretto non è lo strumento giusto, per quanto piccolo sia l’importo.

Persona che cura il giardino di una famiglia durante un piccolo lavoro domestico

I tre tetti annuali, che vanno letti insieme

Non è un limite solo, sono tre e valgono contemporaneamente. È il punto in cui la maggior parte delle persone si perde.

  • 5.000 euro l’anno è quanto può incassare chi lavora, sommando tutte le famiglie per cui lavora;
  • 10.000 euro l’anno è quanto può erogare una famiglia, sommando tutte le persone che paga;
  • 2.500 euro l’anno è il massimo tra quella famiglia e quella persona.

Il terzo è quello che si tocca per primo. Duemilacinquecento euro sono 250 titoli, cioè 250 ore: se una babysitter viene da te sei ore a settimana, arrivi al tetto in poco più di dieci mesi. Da quel momento con quella famiglia il libretto non si può più usare, e serve un’altra strada.

Se lavori cosìOre all’annoQuando finisci i 2.500 euro
2 ore a settimanaOre:circa 104Tetto:non lo tocchi, sei a 1.040 €
4 ore a settimanaOre:circa 208Tetto:non lo tocchi, sei a 2.080 €
6 ore a settimanaOre:circa 312Tetto:a metà ottobre
10 ore a settimanaOre:circa 520Tetto:a fine giugno

La regola pratica: fino a quattro o cinque ore a settimana il libretto regge tutto l’anno. Sopra, va messo in conto che a un certo punto finisce.

La regola del 75% che quasi nessuno spiega

C’è un’eccezione che riguarda proprio le persone che più spesso fanno questi lavori, e che vale la pena conoscere perché sposta parecchio.

Per alcune categorie il compenso si conteggia al 75% del valore effettivo nel calcolo del tetto: possono quindi lavorare circa un terzo in più prima di esaurirlo. Le categorie sono quattro: titolari di pensione di vecchiaia o invalidità, studenti under 25 regolarmente iscritti a scuola o università, persone disoccupate e chi percepisce prestazioni di sostegno al reddito.

Tradotto: uno studente universitario che dà ripetizioni, o un pensionato che cura il giardino di una famiglia, hanno margine più ampio rispetto a chiunque altro. Se stai valutando quante ore ti servono per arrivare a una certa cifra, il conto è in quante ore servono per arrotondare lo stipendio. Non è un cavillo, è scritto nella scheda ufficiale dell’INPS sul libretto famiglia.

Persona che registra una prestazione sul portale INPS dal computer di casa

Libretto famiglia o ricevuta per prestazione occasionale?

Sono i due strumenti che si confondono più spesso, e sceglierne uno a caso può voler dire usare quello che non si potrebbe usare. La differenza non è l’importo: è chi paga e per quale attività.

 Libretto famigliaRicevuta per prestazione occasionale
Chi può pagareLibretto:solo un privato, mai un’attivitàRicevuta:privati, aziende, professionisti, enti
Per quali lavoriLibretto:solo i quattro casi previstiRicevuta:qualsiasi lavoro saltuario e non organizzato
Tetto annuoLibretto:2.500 € con la stessa famiglia, 5.000 in tuttoRicevuta:5.000 € oltre i quali scattano i contributi
ContributiLibretto:già dentro il titolo da 10 €Ricevuta:nessuno sotto la soglia
Assicurazione infortuniLibretto:sì, INAIL compresaRicevuta:no
Cosa resta su 10 €Libretto:8,00 € nettiRicevuta:10 € da privato, 8 € da azienda con ritenuta
BurocraziaLibretto:registrazione INPS e ricarica anticipataRicevuta:un foglio, bollo sopra 77,47 €

Il criterio più rapido per decidere sta in due domande. Chi paga è una famiglia o un’attività? Se è un’attività, il libretto è escluso in partenza. Il lavoro rientra nei quattro casi previsti? Se non ci rientra, si va di ricevuta.

Se ti serve il modello già scritto per il secondo caso, lo trovi nella guida sulla ricevuta per prestazione occasionale, con le tre versioni pronte da copiare.

Guarda chi offre questi servizi nella tua zona →

Come si attiva, in concreto

Il passaggio che blocca più persone è che devono registrarsi in due, non solo la famiglia.

Sia chi paga sia chi lavora accedono al portale delle prestazioni occasionali sul sito dell’INPS con la propria identità digitale e si registrano nel rispettivo ruolo: utilizzatore e prestatore. Chi lavora deve indicare l’IBAN su cui ricevere il compenso.

Poi la famiglia ricarica il libretto prima di usarlo, con il modello F24 elementi identificativi o tramite il portale dei pagamenti. Il credito va comprato in anticipo: non si paga a fine mese.

Dopo ogni prestazione la famiglia la registra sulla piattaforma, indicando chi ha lavorato, quando e per quante ore. La comunicazione va fatta entro il giorno 3 del mese successivo a quello in cui si è lavorato. È l’adempimento che sfugge più spesso: il pagamento a chi lavora arriva dall’INPS, non dalla famiglia, ed è quella registrazione a farlo partire.

Studentessa che dà ripetizioni a un ragazzo al tavolo di casa

I quattro errori che si vedono più spesso

Usarlo per un lavoro che non rientra nei quattro casi. Un trasloco, un montaggio di mobili o una riparazione non sono piccoli lavori domestici di manutenzione ordinaria: se il lavoro è questo, si emette una ricevuta.

Pagare in contanti e registrare dopo. Il meccanismo è l’opposto: si ricarica prima, si registra la prestazione, e l’INPS paga chi ha lavorato. Se dai i contanti e poi usi anche il libretto, stai pagando due volte.

Dimenticare il giorno 3. La comunicazione tardiva crea problemi al pagamento e, se il lavoro non risulta comunicato, la copertura assicurativa non c’è stata.

Non tenere il conto dei 2.500 euro. Il tetto tra le stesse due persone si raggiunge senza accorgersene quando il rapporto è regolare e dura tutto l’anno. Conviene segnarsi le ore da entrambe le parti, perché superarlo non è una formalità.

Se il rapporto è diventato stabile e con orario fisso, probabilmente non è più lavoro occasionale ma lavoro domestico vero e proprio, con contratto, contributi e tredicesima. Quel conto è fatto riga per riga in quanto costa davvero una colf a ore, e conviene guardarlo prima di arrivarci per caso.

Domande frequenti

Come funziona il libretto famiglia?È un portafoglio elettronico che apri sul sito dell’INPS e ricarichi in anticipo. Si usa a titoli da 10 euro, ognuno dei quali paga un’ora di lavoro. Dopo la prestazione la registri sulla piattaforma e l’INPS paga chi ha lavorato sul suo IBAN.
Quante ore si possono fare con il libretto famiglia?Non c’è un limite di ore, c’è un limite di importo. Con la stessa famiglia il tetto è 2.500 euro l’anno, cioè 250 titoli e quindi 250 ore. Chi lavora non può superare i 5.000 euro l’anno sommando tutte le famiglie.
Quanto prende davvero chi lavora?Otto euro netti per ogni ora. Degli altri due euro, 1,65 vanno ai contributi previdenziali, 0,25 all’assicurazione INAIL e 0,10 agli oneri di gestione. Non c’è nient’altro da versare dopo.
Chi può usarlo?Solo le persone fisiche al di fuori di attività professionali o d’impresa. Una famiglia sì, un negozio o uno studio professionale no, nemmeno per pochi euro.
Per quali lavori si può usare?Piccoli lavori domestici compresi giardinaggio, pulizia e manutenzione; assistenza a domicilio di bambini, anziani, malati o persone con disabilità; ripetizioni; e alcuni lavori in manifestazioni sportive o culturali organizzate da enti.
Il libretto famiglia fa reddito?I compensi sono soggetti alle regole fiscali previste per le prestazioni occasionali e vanno considerati nella posizione complessiva di chi li riceve. Se hai altri redditi o percepisci prestazioni di sostegno, conviene verificare la tua situazione con chi ti segue la dichiarazione.
Meglio il libretto famiglia o la ricevuta per prestazione occasionale?Dipende da chi paga e da cosa si fa. Se paga un privato per babysitting, assistenza, ripetizioni o piccoli lavori di casa, il libretto è più semplice e include l’assicurazione. In tutti gli altri casi si usa la ricevuta.
Entro quando va comunicata la prestazione?Entro il giorno 3 del mese successivo a quello in cui il lavoro è stato svolto. È quella comunicazione a far partire il pagamento verso chi ha lavorato.
Copre gli infortuni?Sì. Nei 10 euro del titolo ci sono 0,25 euro di premio INAIL, quindi la prestazione è coperta. È una differenza importante rispetto al pagamento in contanti, dove in caso di infortunio in casa non c’è alcuna copertura.
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