
Assistenza anziani
Quanto costa una badante: il conto vero, voce per voce
Il minimo contrattuale di una badante convivente per una persona non autosufficiente è di 1.193,84 euro al mese. Quella cifra però non è quanto spenderai: è il punto di partenza. Contributi, tredicesima, TFR e vitto incidono per altri 400 o 500 euro che quasi nessun preventivo mette per iscritto. Qui trovi il conto completo di un mese, calcolato riga per riga con i valori in vigore dal gennaio 2026.
Da dove parte tutto: i minimi del contratto 2026
Per capire quanto costa una badante bisogna partire da un punto fermo. L’assistenza familiare in Italia ha un contratto nazionale, quello del lavoro domestico, e stabilisce quanto va pagata una persona come minimo. Gli importi validi dal primo gennaio 2026 sono stati fissati con il verbale della commissione nazionale dell’11 febbraio 2026.
Il livello che riguarda quasi tutte le famiglie è il CS, cioè assistente a persona non autosufficiente. Se il tuo familiare è ancora autonomo e serve compagnia e aiuto leggero, il livello corretto è il BS, che costa meno.
| Livello e mansione | Convivente, al mese | Non convivente, all’ora |
|---|---|---|
| BS · assistente a persona autosufficiente | Convivente:1.053,39 € | A ore:7,45 € |
| C · collaboratore con esperienza | Convivente:1.123,63 € | A ore:7,86 € |
| CS · assistente a persona non autosufficiente | Convivente:1.193,84 € | A ore:8,30 € |
| DS · assistente con funzioni direttive | Convivente:1.682,42 € | A ore:9,97 € |
Sono minimi, non tariffe di mercato. Chi ha anni di esperienza, referenze solide o competenze specifiche chiede legittimamente di più, e in molte zone del Nord la cifra reale parte più in alto. Le tabelle complete sono consultabili sulle tabelle dei minimi retributivi del lavoro domestico.
Le quattro voci che non compaiono nell’annuncio
Quando qualcuno dice “mille e duecento al mese” sta nominando una sola delle cinque voci che compongono il costo. Le altre quattro esistono comunque, e maturano ogni giorno.
I contributi INPS si versano ogni tre mesi. Per una convivente che supera le 24 ore settimanali l’importo è di circa 1,30 euro per ora lavorata. Su 54 ore alla settimana significa intorno ai 912 euro a trimestre, dei quali circa 231 restano a carico della lavoratrice e si trattengono dalla busta paga.
La tredicesima è una mensilità in più, che si paga a dicembre ma matura un dodicesimo al mese. Metterla da parte ogni mese evita la sorpresa di fine anno.
Il trattamento di fine rapporto matura anch’esso mensilmente e si liquida quando il rapporto finisce. Su un anno equivale grosso modo a una mensilità divisa per tredici e mezzo.
Vitto e alloggio valgono, per il contratto, 6,66 euro al giorno tra pranzo, cena e posto letto. È un valore convenzionale che entra nel calcolo del TFR e dei contributi, ma il costo reale per la famiglia è la spesa alimentare in più e le utenze di una persona che vive in casa.
Il conto di un mese, riga per riga
Prendiamo il caso più diffuso: una badante convivente, livello CS, per un familiare non autosufficiente, 54 ore settimanali, pagata al minimo contrattuale. Ecco cosa esce davvero dal conto corrente della famiglia in un mese medio.
Contributi INPS, quota a carico della famiglia: 912,60 € a trimestre meno 231,66 € trattenuti alla lavoratrice, cioè 680,94 € ogni tre mesi → 226,98 € al mese
Tredicesima accantonata, un dodicesimo di 1.193,84 → 99,49 € al mese
TFR maturato, calcolato sulla retribuzione comprensiva di vitto e alloggio → circa 110 € al mese
Totale che esce dal portafoglio: circa 1.630 € al mese
A cui aggiungere la spesa alimentare e le utenze di una persona in più in casa, tra 150 e 250 euro secondo le abitudini.
Il conto finale sta quindi intorno ai 1.800 euro mensili, contro i 1.193 dell’annuncio. La differenza è del cinquanta per cento, e non dipende da chi tratta male o bene: dipende dal fatto che un rapporto regolare costa quello.
Due avvertenze su questo calcolo. La prima: i contributi si versano a trimestre, quindi chi non accantona mensilmente si trova quattro bollette da quasi settecento euro l’anno. La seconda: tredicesima e TFR non sono spese future, sono debiti che maturano ogni giorno. Chi non li mette da parte scoprirà a dicembre di doverne trovare due insieme.

Convivente, a ore o solo di notte: come cambia il conto
La formula convivente non è sempre la più cara. Dipende da quante ore servono davvero.
Se il bisogno è di poche ore al giorno, per esempio aiuto al mattino e preparazione dei pasti, una persona a ore al livello CS costa 8,30 euro l’ora di minimo. Con venti ore alla settimana si resta intorno ai 720 euro mensili di retribuzione, più contributi proporzionali. Molto meno di una convivente, e senza il costo di ospitare qualcuno in casa.
La convivenza conviene quando la persona non può restare sola a lungo. Sopra le sei o sette ore giornaliere il conto a ore supera quello della convivente, e in più resta scoperta la notte.
L’assistenza notturna è un caso a parte. Va concordata in modo esplicito perché il contratto distingue tra presenza notturna con riposo garantito e assistenza attiva durante la notte, e le due cose non si pagano allo stesso modo. Metterlo per iscritto prima di iniziare evita la discussione più frequente tra famiglie e assistenti.
Se le ore servono per la casa e non per l’assistenza alla persona, cambia il livello di inquadramento e cambia il conto: le tariffe e il contratto sono spiegati in quanto costa davvero una colf a ore.
Agenzia, cooperativa o contatto diretto
Le tre strade portano allo stesso lavoro ma a tre conti diversi.
Con la cooperativa ricevi una fattura unica e non gestisci nulla: niente buste paga, niente contributi da versare, sostituzioni garantite in caso di malattia. In cambio la tariffa oraria è più alta, perché comprende il margine della struttura, e il rapporto con la persona passa attraverso un intermediario.
L’agenzia di selezione ti trova la persona e poi si fa da parte. Paghi una commissione una tantum, spesso pari a una mensilità, e da lì in avanti sei tu il datore di lavoro con tutti gli adempimenti.
Il contatto diretto non ha commissioni. Costa il minimo possibile ma richiede che sia tu a occuparti di comunicazione all’INPS, buste paga e versamenti, da soli o appoggiandoti a un consulente o a un patronato per poche decine di euro al mese.
Non esiste una scelta giusta in assoluto. Se hai tempo e la situazione è stabile, il diretto conviene. Se la persona assistita non può restare scoperta nemmeno un giorno, la garanzia di sostituzione della cooperativa vale la differenza di prezzo.
Quanto costa davvero pagare in nero
Quando si chiede quanto costa una badante, prima o poi arriva questa domanda, fatta a voce e mai per iscritto. Rispondiamo con i fatti invece che con la morale.
Senza contratto la famiglia perde la deduzione dei contributi e la detrazione per l’addetto all’assistenza, che valgono diverse centinaia di euro l’anno. Non può accedere ai contributi regionali per la non autosufficienza, che quasi ovunque richiedono un rapporto regolare. In caso di infortunio in casa risponde direttamente. E se il rapporto finisce male, la lavoratrice può chiedere in giudizio tutte le differenze arretrate, contributi compresi.
Il risparmio apparente di duecento o trecento euro al mese si trasforma facilmente in una cifra molto più alta al primo problema. Per le prestazioni davvero saltuarie, come qualche ora una tantum, lo strumento corretto è un altro: la prestazione occasionale, che però non copre un’assistenza continuativa.

Le agevolazioni che abbassano il conto
Una parte di quei 1.800 euro torna indietro, ma solo con un rapporto regolare.
I contributi versati si deducono dal reddito di chi li paga, entro il limite previsto dalla normativa. È una deduzione, quindi abbassa l’imponibile e vale quanto la tua aliquota.
La spesa per l’addetto all’assistenza di una persona non autosufficiente dà diritto a una detrazione del diciannove per cento, entro un tetto annuo di spesa e con un limite di reddito familiare. Serve una certificazione medica che attesti la non autosufficienza e la ricevuta della lavoratrice.
A queste si aggiungono le misure locali, che cambiano molto da regione a regione e da comune a comune: assegni di cura, contributi per la non autosufficienza, voucher. Vale sempre la pena chiedere ai servizi sociali del Comune prima di dare per scontato che non ci sia nulla, perché molte famiglie non le richiedono semplicemente perché non sanno che esistono.
Cinque cose da mettere per iscritto prima di iniziare
- Il livello contrattuale, perché da quello discende tutto il resto del conto.
- Orario e riposi, compreso il giorno libero settimanale e le mezze giornate.
- Cosa succede di notte, distinguendo presenza e assistenza attiva.
- Ferie e sostituzioni, cioè chi copre quando la persona è in ferie o malata.
- Vitto e alloggio, se la stanza è a uso esclusivo e come si gestisce la spesa alimentare.
Se stai ancora valutando la persona e non solo il costo, chiedi sempre due referenze verificabili di famiglie precedenti e proponi una settimana di prova retribuita: valgono più di qualsiasi colloquio.

Il numero da tenere a mente
Se della domanda su quanto costa una badante devi tenere un solo numero, tieni questo: per una badante convivente in regola, al minimo contrattuale, metti in conto circa 1.800 euro al mese tutto compreso, di cui 1.193 di stipendio e il resto tra contributi, mensilità aggiuntive e spese di casa. Da lì togli le agevolazioni a cui hai diritto, che possono valere qualche centinaio di euro l’anno. Chi ti propone molto meno sta escludendo qualcosa, e quel qualcosa prima o poi si paga.
Domande frequenti
Quanto costa una badante al mese tutto compreso?
Per una convivente al livello CS pagata al minimo contrattuale il conto completo sta intorno ai 1.800 euro mensili: 1.193,84 di retribuzione, circa 227 di contributi a carico della famiglia, 99 di tredicesima accantonata, 110 di TFR maturato e tra 150 e 250 euro di spesa alimentare e utenze in più. Le tariffe di mercato per persone esperte partono più in alto del minimo.Quanto costa una badante a ore?
Il minimo per una non convivente al livello CS è 8,30 euro l’ora, che scende a 7,45 se la persona assistita è autosufficiente. A questi si aggiungono i contributi, proporzionali alle ore, e la quota di tredicesima e TFR. Con venti ore settimanali si resta intorno ai 900 euro mensili tutto compreso.Quanto costa una badante tramite cooperativa?
La cooperativa emette una fattura unica con una tariffa oraria più alta del minimo contrattuale, perché comprende il suo margine e i suoi costi di struttura. In cambio non gestisci buste paga né versamenti e hai la sostituzione garantita in caso di assenza. Conviene quando l’assistenza non può restare scoperta nemmeno un giorno.Quali sono i minimi contrattuali 2026?
Dal primo gennaio 2026 una convivente vale 1.053,39 euro al mese al livello BS per persona autosufficiente, 1.123,63 al livello C e 1.193,84 al livello CS per persona non autosufficiente. Per il lavoro a ore i minimi sono rispettivamente 7,45, 7,86 e 8,30 euro. Gli importi derivano dal verbale della commissione nazionale dell’11 febbraio 2026.Quanto si versa di contributi per una badante convivente?
Per chi supera le 24 ore settimanali il contributo è di circa 1,30 euro per ora lavorata. Su 54 ore settimanali si arriva a circa 912 euro a trimestre, dei quali intorno a 231 si trattengono dalla busta paga della lavoratrice e il resto è a carico della famiglia. Il versamento va fatto entro il dieci del mese successivo alla fine di ogni trimestre.Le spese per la badante si possono scaricare?
Sì, in due modi diversi e solo con un rapporto regolare. I contributi versati si deducono dal reddito entro il limite previsto, mentre la spesa per l’addetto all’assistenza di una persona non autosufficiente dà diritto a una detrazione del diciannove per cento entro un tetto annuo, con certificazione medica e ricevute.Come si trova una badante senza agenzia?
Con il passaparola tra famiglie della zona, tramite i servizi sociali del Comune oppure guardando gli annunci di assistenza per anziani del tuo territorio e contattando direttamente la persona. Senza intermediari non ci sono commissioni, ma resti tu il datore di lavoro con gli adempimenti che ne derivano.Diamoci una mano.
Che tu stia cercando assistenza per un familiare o voglia offrirti come assistente nella tua zona, iniziare richiede due minuti.

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