
Lavoretti per studenti: quali si possono fare davvero e come farsi pagare in regola
Cercare lavoretti per studenti a settembre è la cosa più sensata dell’anno, ma quasi tutte le guide che trovi elencano idee senza dire le due cose che contano: cosa la legge ti permette di fare alla tua età, e fino a quanto puoi guadagnare senza creare problemi in casa. Qui ci sono entrambe, con le cifre esatte, più le tariffe reali di ogni lavoretto e i tre modi legali di farsi pagare senza aprire partita IVA.
Si può lavorare regolarmente da 16 anni, avendo finito la scuola dell’obbligo. A 15 solo con l’apprendistato, sotto i 15 non si può. Fino a 24 anni puoi guadagnare 4.000 euro l’anno restando fiscalmente a carico dei genitori. Il libretto famiglia ha due limiti l’anno con ogni famiglia, 2.500 euro netti e 280 ore, cioè circa cinque ore a settimana per tutto l’anno: per gli studenti under 25 valgono come per tutti.
Cosa si può fare a 14, 16 e 18 anni
Questa è la domanda che sta sotto tutte le altre, e la risposta onesta è meno generosa di quello che si legge in giro.
Sotto i 15 anni non si lavora. Non è una questione di ore o di importi: chi ha meno di quindici anni non può svolgere alcuna attività lavorativa regolare. Le uniche eccezioni sono le attività culturali, artistiche, pubblicitarie o dello spettacolo, e servono l’autorizzazione preventiva dell’Ispettorato del lavoro e il consenso dei genitori. Quindi no, a quattordici anni non ci sono lavoretti da fare: chi te li offre ti sta proponendo qualcosa di irregolare.
A 15 anni si può, ma solo con l’apprendistato di primo livello, cioè un percorso che tiene insieme scuola e lavoro. Non è un lavoretto del weekend, è un contratto formativo.
Da 16 anni si lavora davvero, a due condizioni: aver concluso il periodo di istruzione obbligatoria e avere un contratto scritto con mansioni, orario e retribuzione indicati. Serve anche il certificato di idoneità al lavoro rilasciato dal medico dell’ASL.
Finché sei minorenne restano tre paletti che valgono sempre: massimo 8 ore al giorno e 40 alla settimana, divieto assoluto di lavoro notturno fra le 22 e le 6 (o fra le 23 e le 7, secondo il contratto), e due giorni di riposo settimanale possibilmente consecutivi.
Da 18 anni valgono le regole di tutti, e si aprono anche le strade senza contratto di lavoro che vedi più avanti.
I lavoretti per studenti che esistono davvero, anche fuori dalle grandi città
Le liste di lavoretti per studenti che girano sono quasi sempre scritte pensando a Milano. In un paese o in una città media l’elenco è più corto ma più concreto, e ha un vantaggio: la domanda è costante e la concorrenza è poca.
- Ripetizioni e aiuto compiti. Il lavoretto più accessibile in assoluto per uno studente universitario: non serve attrezzatura, si lavora vicino a casa e la richiesta esplode da ottobre.
- Babysitting. Richiesto tutto l’anno, soprattutto nel tardo pomeriggio e nei weekend.
- Aiuto in bar, sala e cucina nei fine settimana e durante le sagre. Nei paesi è il classico primo lavoro.
- Dog sitting e passeggiate con i cani, per chi lavora fuori tutto il giorno.
- Piccoli lavori di giardinaggio: taglio dell’erba, pulizia del cortile, foglie in autunno.
- Aiuto nei traslochi, carico e scarico, montaggio di mobili.
- Volantinaggio e allestimenti per negozi ed eventi.
- Assistenza informatica di base a persone anziane: configurare uno smartphone, sistemare una stampante.
Quello che manca in questo elenco è tutta la categoria del “guadagna da casa online”. Non è una dimenticanza: è il posto dove si concentrano quasi tutte le proposte fasulle rivolte agli studenti, e ne parliamo in fondo.
Quanto rendono, lavoro per lavoro
Queste sono le fasce correnti dei lavoretti per studenti più comuni. Sono lorde nel senso che dipendono da come ti fai pagare: il paragrafo successivo spiega quanto resta davvero in ciascun caso.
| Lavoretto | Tariffa | Da sapere |
|---|---|---|
| Ripetizioni | Tariffa:10 – 15 € l’ora | Note:uno studente universitario sta in questa fascia per elementari e medie |
| Aiuto compiti | Tariffa:10 – 13 € l’ora | Note:conta la costanza più della materia, spesso è un impegno fisso |
| Babysitting | Tariffa:8 – 12 € l’ora | Note:con il libretto famiglia sono 8 euro netti puliti, assicurazione inclusa |
| Dog sitting | Tariffa:8 – 15 € a uscita | Note:si paga a passeggiata e non a ora, conviene averne due o tre vicini |
| Giardinaggio e piccoli lavori | Tariffa:10 – 15 € l’ora | Note:stagionale, si concentra tra marzo e ottobre |
| Traslochi, carico e scarico | Tariffa:8 – 12 € l’ora | Note:faticoso ma ben pagato sulle giornate intere del weekend |
| Bar e sala nel weekend | Tariffa:7 – 9 € l’ora netti | Note:qui serve un contratto vero, di solito a chiamata |
| Volantinaggio | Tariffa:7 – 10 € l’ora | Note:il più facile da trovare e il meno pagato, va bene per cominciare |
La differenza fra la prima e l’ultima riga è quasi il doppio, a parità di ore. Se hai una materia che sai spiegare, dare ripetizioni resta il modo migliore di usare il tempo che hai.

Le tre strade per farsi pagare in regola
Quasi tutti i lavoretti per studenti si pagano a mano, senza niente di scritto, e sembra la strada più semplice. Ha però due problemi: se ti fai male mentre lavori nessuno ti copre, e appena il lavoretto si ripete con regolarità sei a tutti gli effetti in nero, con i rischi che ne seguono sia per te sia per chi ti paga. Le strade in regola per uno studente sono tre, e nessuna richiede la partita IVA.
| Strada | Quando si usa | Cosa resta a te |
|---|---|---|
| Libretto famiglia | Quando:ti paga una famiglia per babysitting, ripetizioni, assistenza o piccoli lavori di casa | Resta:8 € netti l’ora, con contributi e assicurazione INAIL già dentro |
| Ricevuta per prestazione occasionale | Quando:lavoro saltuario di qualsiasi tipo, anche per un’azienda | Resta:tutto se ti paga un privato, l’80% se ti paga un’azienda che applica la ritenuta |
| Contratto di lavoro | Quando:bar, ristorante, negozio o magazzino, ovunque ci sia un datore di lavoro | Resta:lo stipendio netto, più ferie e contributi che maturano |
Il libretto famiglia è lo strumento più comodo quando dall’altra parte c’è una famiglia: paga lei in anticipo sul portale INPS, tu ricevi il bonifico dall’istituto e non devi emettere niente. La ricevuta per prestazione occasionale serve in tutti gli altri casi saltuari: è un foglio che scrivi tu, con la marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro di compenso.
Su entrambe c’è un tetto da tenere a mente: 5.000 euro l’anno sommando tutti i committenti. Con il libretto si contano gli 8 euro netti dell’ora, e quella cifra non si può superare; con la ricevuta conta il compenso lordo, e oltre scattano obblighi contributivi che a uno studente non convengono quasi mai.
La regola del 75%: cosa vuol dire davvero per te
È una regola che riguarda gli studenti e che quasi sempre viene spiegata male.
Con il libretto famiglia i tetti annuali sono tre: 2.500 euro con la stessa famiglia, 5.000 euro in tutto per chi lavora e 10.000 euro per la famiglia, sommando tutte le persone che paga. Per alcune categorie il compenso si conteggia al 75% del valore reale, ma solo nel tetto della famiglia. Le categorie sono quattro, e la seconda è la tua: pensionati, studenti under 25 regolarmente iscritti a scuola o università, persone disoccupate e chi percepisce prestazioni di sostegno al reddito.
Tradotto in pratica: i tuoi due tetti, i 2.500 euro con una famiglia e i 5.000 in tutto, restano pieni come per chiunque altro. Si contano su quello che ricevi, 8 euro l’ora. Con la stessa famiglia, però, c’è anche un limite di 280 ore l’anno, che arriva prima dei 2.500 euro: vuol dire circa cinque ore a settimana per tutto l’anno. Il 75% aiuta invece la famiglia che paga più persone, perché le tue ore pesano meno sul suo limite di 10.000 euro.
Quindi non contare su ore in più con la stessa famiglia perché sei studente. Conviene saperlo prima di accordarsi sulle ore, non dopo.

I 4.000 euro: fino a quanto puoi guadagnare restando a carico
È la domanda che fanno i genitori, non gli studenti, ed è giusto che la sappiate entrambi prima di accettare un impegno lungo.
Un figlio resta fiscalmente a carico finché il suo reddito complessivo non supera una certa soglia. Per i figli fino a 24 anni la soglia è di 4.000 euro l’anno. Dai 25 in poi scende a 2.840,51 euro. La verifica si fa sulla situazione al 31 dicembre: conta l’anno intero, non il singolo mese.
Superare quella soglia non è illegale e non ti mette nei guai: semplicemente i tuoi genitori perdono le detrazioni che spettano per un figlio a carico, e altre agevolazioni legate a quella condizione. Su un lavoretto da poche ore la settimana il problema non si pone quasi mai. Se invece stai valutando un impegno estivo a tempo pieno più qualcosa durante l’anno, è un conto da fare in famiglia prima, con i numeri davanti.
Un dettaglio che confonde: i 4.000 euro del carico fiscale e i 5.000 euro delle prestazioni occasionali sono due limiti diversi, con due scopi diversi. Il primo riguarda le detrazioni dei tuoi genitori, il secondo i tuoi obblighi contributivi. Puoi toccare l’uno senza toccare l’altro.
Quando muoversi: lavoretti estivi e lavoretti dell’anno scolastico
Per i lavoretti estivi l’errore più comune è iniziare a cercare a giugno. A giugno i posti nei bar, negli stabilimenti, nei ristoranti e nelle gelaterie sono già assegnati da settimane, e restano solo i buchi lasciati da chi ha rinunciato.
Il momento giusto per il lavoro estivo è fra marzo e aprile. Per le sagre e gli eventi di paese, che sono la vera occasione fuori dalle città, ci si muove anche prima, perché le squadre si formano tra conoscenti e chiedere in anticipo è l’unico modo di entrarci.
Per i lavoretti dell’anno scolastico il calendario è diverso: le ripetizioni si cercano tra fine settembre e ottobre, quando arrivano le prime verifiche e i genitori capiscono che serve aiuto. Chi si propone a novembre trova il posto già occupato da qualcun altro.
Come farsi scegliere quando non hai esperienza
La preoccupazione ricorrente è non avere niente da scrivere. In realtà chi cerca aiuto per casa o per i figli non sta valutando un curriculum: sta cercando qualcuno di cui fidarsi che si presenti quando ha detto che verrà.
Tre cose spostano davvero l’ago, e nessuna richiede esperienza. La prima è essere specifico su quando ci sei: “lunedì e mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19” vale dieci volte più di “disponibilità flessibile”, perché chi legge sta incastrando degli orari. La seconda è dire cosa sai fare per davvero, anche se l’hai imparato a scuola: la materia in cui vai forte, il fatto che hai già badato ai cugini piccoli, che hai la patente o il motorino per spostarti. La terza è dire dove sei con il nome del paese, perché a parità di tutto vince chi abita vicino.
Se stai scrivendo il tuo primo annuncio, il ragionamento su come impostarlo è lo stesso spiegato in arrotondare lo stipendio, dove trovi anche il conto di quante ore servono per arrivare a una cifra precisa. Resta da scegliere dove pubblicarlo: nel confronto fra i siti per lavori occasionali trovi, uno per uno, se c’è un costo e in che momento arriva.

Le tre offerte da cui stare alla larga
Chi cerca lavoretti per studenti è il bersaglio preferito delle proposte fasulle, perché ha bisogno di soldi e poca esperienza per riconoscerle. Tre segnali bastano quasi sempre.
Ti chiedono soldi per iniziare. Un kit, un corso, una cauzione, dei materiali da comprare. Il lavoro paga te, mai il contrario: qualsiasi richiesta di denaro in ingresso è il confine oltre il quale non si va.
Promettono cifre che non stanno nella realtà. Le proposte di guadagno online da casa, l’inserimento dati, il confezionamento a domicilio, i pacchi da smistare per conto di grandi marchi: sono le stesse formule da vent’anni. Guarda la tabella qui sopra e confronta: se qualcuno ti offre molto più di quelle cifre per un lavoro che non richiede niente, non è un’occasione.
Non vogliono niente di scritto. Nessun contratto, nessuna ricevuta, “ti pago in contanti e non pensiamoci”. Per una serata può succedere, ma se diventa la regola sei tu a rimetterci: niente copertura se ti fai male, nessuna prova se non ti pagano, e nessun modo di dimostrare quello che hai fatto quando ti servirà una referenza.
La regola più semplice di tutte: se ti mettono fretta perché “il posto va via oggi”, quel posto non esiste.
Domande frequenti
Che lavoretti si possono fare a 14 anni?
Nessuno, come attività lavorativa regolare. L’età minima è 16 anni, dopo aver concluso la scuola dell’obbligo; a 15 si può solo con l’apprendistato di primo livello. Le uniche eccezioni sotto i 15 sono le attività artistiche, culturali, pubblicitarie o di spettacolo, con autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.Quanto può guadagnare uno studente restando a carico dei genitori?
Fino a 4.000 euro l’anno se ha meno di 25 anni, 2.840,51 euro dai 25 in poi. La verifica si fa sulla situazione al 31 dicembre. Superare la soglia non è illegale: fa perdere ai genitori le detrazioni per figlio a carico.Uno studente può farsi pagare senza partita IVA?
Sì, in tre modi: il libretto famiglia se lo paga una famiglia, la ricevuta per prestazione occasionale negli altri casi saltuari, o un normale contratto di lavoro. Il tetto delle prime due strade è 5.000 euro l’anno sommando tutti i committenti: netti con il libretto, lordi con la ricevuta.Che orari può fare uno studente minorenne?
Massimo 8 ore al giorno e 40 alla settimana, con divieto assoluto di lavoro notturno fra le 22 e le 6 (o fra le 23 e le 7 secondo il contratto) e due giorni di riposo settimanale, possibilmente consecutivi.Qual è il lavoretto più redditizio per uno studente?
Le ripetizioni, 10–15 euro l’ora contro i 7–10 del volantinaggio, senza attrezzatura e vicino a casa. Servono però una materia che sai spiegare e la costanza di presentarti ogni settimana.Quando conviene cercare un lavoro estivo?
Tra marzo e aprile. A giugno i posti nei locali e negli stabilimenti sono già assegnati. Per le sagre e gli eventi di paese conviene muoversi ancora prima, perché le squadre si formano fra conoscenti.Diamoci una mano.
Che tu voglia arrotondare con le tue abilità o cercare un aiuto affidabile vicino a casa, iniziare richiede due minuti.
