
Consegne e trasporto
Autista privato occasionale: quando basta la patente B, quando serve l’NCC e come si paga in regola
Tuo padre non guida più e giovedì ha la visita in ospedale. Il volo parte alle sei. Alla cena di sabato vorresti bere un bicchiere in più senza pensare al ritorno. In tutti e tre i casi servirebbe un autista privato per qualche ora, ma appena lo cerchi trovi tre risposte diverse: chi dice che senza licenza non si può, chi si offre “con auto propria” a 15 euro l’ora, chi ti manda dal noleggio con conducente. Hanno ragione tutti, perché sotto lo stesso nome ci sono tre lavori diversi. Qui trovi quali sono, cosa è permesso in ciascuno, quanto costa e come si paga in regola, sia che tu cerchi qualcuno, sia che tu voglia proporti.
Autista privato oggi: tre lavori diversi con lo stesso nome
Chi si propone come autista privato negli annunci è quasi sempre una persona normale con la patente da vent’anni: un pensionato, un impiegato che arrotonda nel fine settimana, uno studente con l’auto di famiglia. Chi lo cerca è una famiglia con un genitore che non guida più, qualcuno con la patente sospesa, una coppia che vuole tornare tranquilla da una cena. Nessuno dei due sta pensando all’auto blu con l’autista in giacca e cravatta.
La confusione nasce dal fatto che la legge non guarda al nome del mestiere ma a una domanda sola: di chi è l’auto. Trasportare persone a pagamento con un veicolo tuo è un servizio pubblico non di linea, regolato come i taxi e il noleggio con conducente, l’NCC. Guidare l’auto di un altro è una prestazione come tante: metti a disposizione tempo e patente, come chi ti aiuta a montare un mobile. E se una famiglia ti prende in casa con orari fissi per guidare l’auto di famiglia, sei un lavoratore domestico. Tre situazioni, tre regole, tre modi di pagare.
Il bivio: auto del cliente, auto di famiglia, auto tua
Prima delle tariffe conviene capire in quale dei tre casi ti trovi, perché è questo che decide se serve una licenza e come si paga.
| Situazione | Cosa serve | Come si paga | Esempi |
|---|---|---|---|
| Guidi l’auto del cliente, ogni tanto | Cosa serve:patente B valida, nessuna licenza; l’auto deve essere assicurata anche per chi non è il proprietario | Pagamento:ricevuta per prestazione occasionale; Libretto Famiglia se accompagni un anziano o un malato | Esempi:visita medica con l’auto di famiglia, rientro da una serata, aeroporto all’alba |
| Sei l’autista fisso di una famiglia | Cosa serve:patente B; contratto di lavoro domestico, livello B, come una colf | Pagamento:busta paga con contributi INPS, tredicesima, ferie e TFR | Esempi:ogni mattina porti i figli a scuola e la signora al lavoro, tieni in ordine l’auto |
| Porti persone con la tua auto a pagamento | Cosa serve:autorizzazione NCC del Comune, ruolo dei conducenti, abilitazione professionale; senza è esercizio abusivo | Pagamento:fattura, come un’impresa | Esempi:“ti porto in stazione con la mia macchina, 20 euro” |
Schema per orientarsi: le regole complete stanno nel Codice della Strada, nella legge quadro sui servizi pubblici non di linea e nel contratto collettivo del lavoro domestico.
Caso 1: guidi l’auto del cliente
È il caso più comune tra privati e quello su cui si fa più confusione. Se ti siedi al volante dell’auto di chi ti chiama, la macchina resta sua, l’assicurazione resta sua, e tu vendi il tuo tempo alla guida. Non stai facendo trasporto con un veicolo tuo, quindi le regole dell’NCC non ti riguardano: basta una patente B in corso di validità. È il modello delle app che ti mandano un autista privato per la tua auto e che si dichiarano apertamente piattaforme di contatto, “non taxi né NCC”, con il compenso concordato tra le parti. Su Arrotonda funziona allo stesso modo. Quello che devi controllare qui non è la licenza ma l’assicurazione dell’auto, e lo vediamo tra poco.
Caso 2: sei assunto da una famiglia
Se una famiglia ti vuole tutte le mattine dalle sette alle nove per portare i figli a scuola e il nonno alle terapie, con l’auto di casa, non è più una prestazione ogni tanto: è un lavoro con orari e continuità. Il contratto collettivo del lavoro domestico prevede la figura apposta, l’autista di famiglia, al livello B: chi “svolge mansioni di conduzione di automezzi adibiti al trasporto di persone ed effetti familiari, effettuando anche la relativa ordinaria manutenzione e pulizia”. Si assume come una colf, con lettera di assunzione, contributi INPS trimestrali, tredicesima, ferie e TFR: il conto completo lo trovi in quanto costa una colf a ore e come si fa il contratto, i livelli del contratto in quanto costa una badante. Se alla guida si aggiunge l’assistenza a una persona non autosufficiente, il livello sale.
Caso 3: usi la tua auto e ti fai pagare
Qui la risposta è netta. Trasportare persone a pagamento con un veicolo tuo è noleggio con conducente: servono l’autorizzazione del Comune, l’iscrizione al ruolo dei conducenti presso la Camera di commercio, il certificato di abilitazione professionale e un veicolo immatricolato per quell’uso. Chi lo fa senza autorizzazione rientra nell’articolo 85 del Codice della Strada, comma 4: sanzione da 1.812 a 7.249 euro, confisca del veicolo e sospensione della patente da quattro a dodici mesi; alla seconda violazione in tre anni la patente viene revocata. Il testo aggiornato è sul sito dell’ACI, articolo 85; per il taxi vale lo stesso schema all’articolo 86.
Il punto è che due annunci su tre, tra chi si propone come autista privato, dicono proprio “con auto propria”. Chi li scrive non ha cattive intenzioni: pensa che portare qualcuno in stazione con la sua Panda sia un favore pagato. Per la legge è trasporto senza licenza. Se scrivi l’annuncio, la frase giusta è “guido la tua auto”; se cerchi, un passaggio pagato sull’auto di un privato è un rischio per tutti e due. Dividere la benzina con un collega non è trasporto a pagamento, ma appena c’è un compenso oltre le spese vive, o un giro ripetuto per chi paga, siamo nel caso 3.
Quando serve davvero un autista privato: i sei casi reali
Le richieste che arrivano ai privati si somigliano da Nord a Sud, e in ognuna il modo più semplice di restare in regola è lo stesso: l’autista guida l’auto di chi lo chiama.
- Un genitore anziano da accompagnare. Visita, terapia, sportello. È il caso più frequente e ha una guida sua: in servizio accompagnamento visite mediche per anziani trovi Comune, volontari, taxi sanitario e persona a ore a confronto. Qui non lo ripetiamo.
- Chi non guida più. Patente sospesa, convalescenza, una persona anziana che ha smesso di guidare ma tiene l’auto in garage. L’auto c’è, manca chi la guida.
- La serata. Cena, matrimonio, concerto. L’autista privato ti porta con la tua auto, ti aspetta o torna a prenderti, e la macchina rientra a casa con te.
- Aeroporto e stazione fuori orario. Volo all’alba, treno a mezzanotte, con un autista che poi riporta l’auto a casa o la lascia in un parcheggio concordato.
- I figli. Scuola, piscina, allenamento alle cinque del pomeriggio: una persona di fiducia con la patente, spesso la stessa che fa la babysitter.
- Un’azienda per una giornata. Un cliente in visita da accompagnare tra sede, albergo e ristorante con l’auto aziendale, pagato con ricevuta e ritenuta.
Mancano spesa e commissioni, perché lì chi aiuta va da solo con la propria auto e consegna: non trasporta nessuno, quindi non è NCC, e i chilometri si possono rimborsare a parte con le tabelle ACI come riferimento, intorno ai 30-37 centesimi al chilometro per un’utilitaria. Il rimborso chilometrico copre le spese di chi fa una commissione per te; non trasforma un passaggio a pagamento in qualcosa di lecito.

Quanto costa un autista privato: all’ora, a serata, al giorno
Le cifre dipendono da chi hai davanti. Un privato a ore, un’app e un NCC con la sua auto non vendono lo stesso servizio, e per questo non hanno lo stesso prezzo.
| Chi guida | Tariffa oraria | Cosa comprende | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Privato a ore (pensionato, chi arrotonda) | Tariffa:8 – 15 € | Comprende:il suo tempo alla guida della tua auto; carburante e pedaggi restano a te | Conviene:accompagnamenti ripetuti, serate, aeroporto, chi ha l’auto ma non può guidare |
| App che manda un autista per la tua auto | Tariffa:10 – 18 € più una quota fissa | Comprende:stessa cosa, con tariffa più alta nelle ore di punta, di notte e nei festivi; l’app trattiene una parte | Conviene:grandi città, richiesta all’ultimo momento |
| NCC con la sua auto | Tariffa:25 – 35 € e oltre, spesso con minimo di 2-3 ore | Comprende:auto, carburante, assicurazione professionale, autista abilitato, fattura | Conviene:quando non hai un’auto da far guidare, trasferte, cerimonie |
Fasce indicative, costruite sui listini pubblicati dalle app di autisti e sulle cifre che le persone scrivono nei propri annunci, non sulle transazioni di Arrotonda.
Negli annunci dei privati “15 euro l’ora” è la cifra più frequente, con chi scende a 8-10 per accompagnamenti brevi e regolari e chi propone un forfait, 200-650 euro al mese per poche ore a settimana. Le app pubblicano listini chiari: circa 10 euro l’ora nelle ore centrali dei giorni feriali, 15 nelle ore di punta, 18 di notte e nei festivi, più una quota per la prenotazione.
In pratica, con un privato a 12-15 euro l’ora: una serata con andata, attesa e ritorno, quattro o cinque ore, costa 50-75 euro; un aeroporto all’alba con rientro dell’auto, due o tre ore, 30-45 euro; una visita medica con attesa, tre ore, 36-45 euro; una giornata intera, otto ore, 100-120 euro. Un NCC per le stesse ore chiede da due a tre volte tanto, ma porta la macchina. Se l’auto ce l’hai, un autista privato che la guida è la scelta più economica; se non ce l’hai, l’unica strada regolare è l’NCC o il taxi, e il prezzo più alto comprende esattamente ciò che ti manca.
Assicurazione: cosa succede quando guida l’auto di un altro
La responsabilità civile auto copre il veicolo, non la persona: se l’autista privato che guida la tua auto provoca un incidente, i danni agli altri li paga la tua assicurazione. Il problema può arrivare dopo, con la rivalsa, cioè la richiesta della compagnia di farsi restituire in tutto o in parte quanto ha pagato, e dipende da come è scritta la polizza.
Le formule sono tre. Con la guida libera può guidare chiunque abbia la patente. Con la guida esperta il conducente deve avere più di una certa età, spesso 25 o 26 anni, e a volte un minimo di anni di patente: un autista giovane può far scattare la rivalsa. Con la guida esclusiva, la formula più economica, l’auto può guidarla solo la persona indicata in polizza: se all’incidente c’è un altro al volante, la compagnia paga i terzi e poi chiede indietro una parte del danno a chi ha firmato il contratto. Sull’importo le guide delle compagnie e dei comparatori non dicono la stessa cosa, perché lo fissa ogni contratto: da poche migliaia di euro fino a cifre molto più alte per i sinistri gravi. La cosa giusta è chiamare la propria compagnia e fare due domande: “ho la guida libera?” e “se guida un’altra persona e fa un incidente, cosa succede?”.
Chi si propone come autista dovrebbe fare la stessa domanda al cliente prima di partire; le app lo scrivono nei loro regolamenti, è l’autista a dover verificare che l’auto sia assicurata per la guida di terzi. Per graffi e ammaccature senza altri coinvolti conta cosa vi siete detti prima: mettetelo per iscritto nel messaggio in cui vi accordate.
Come pagare un autista privato in regola
Nel caso 1, l’auto del cliente, gli strumenti sono due, gli stessi che valgono per la babysitter o per chi taglia il prato. Il primo è la ricevuta per prestazione occasionale: un foglio con i dati di entrambi, la descrizione del servizio, la data, l’importo e una marca da bollo da 2 euro se la cifra supera 77,47 euro. Tra privati non c’è ritenuta; se paga un’azienda si applica la ritenuta del venti per cento. Chi guida non versa contributi finché i compensi occasionali dell’anno restano sotto i 5.000 euro lordi. È lo strumento per la serata, l’aeroporto e in generale per gli adulti autosufficienti.
Il secondo è il Libretto Famiglia dell’INPS, che una famiglia può usare per l’assistenza a domicilio di bambini, persone anziane, malate o con disabilità: accompagnare tuo padre alle visite con la vostra auto ci rientra. Ogni titolo vale 10 euro e paga un’ora, di cui 8 vanno a chi lavora e il resto sono contributi e assicurazione contro gli infortuni, che per chi guida non è un dettaglio. I tetti sono 2.500 euro e 280 ore l’anno tra la stessa famiglia e la stessa persona, 5.000 euro per chi lavora: per un accompagnamento a settimana bastano e avanzano. Per la serata o l’aeroporto di un adulto in salute il Libretto non è pensato, e si torna alla ricevuta.
Nel caso 2, l’autista fisso, nessuno dei due strumenti va bene: con orari fissi e continuità serve il contratto di lavoro domestico, con lettera di assunzione e contributi trimestrali all’INPS. Il segnale che sei passato dal caso 1 al caso 2 è semplice: se la stessa persona guida per te tutte le settimane, in giorni e orari stabiliti, non è più occasionale. Nel caso 3, l’NCC, il pagamento è una fattura. Se qualcuno propone di portarti con la sua auto “senza fattura, così ti costa meno”, non ti sta facendo uno sconto: ti sta chiedendo di condividere il suo rischio.

Se vuoi proporti come autista privato: requisiti, annuncio, tariffa
È uno dei lavoretti più adatti a chi ha tempo e la patente da una vita, e in particolare ai pensionati, che negli annunci sono la maggioranza. Non serve investire nulla. Prima di scrivere due righe, però, conviene sapere cosa guardano le famiglie.
Cosa serve davvero
- Patente B da almeno tre anni. La legge non impone un minimo per guidare l’auto di un altro, ma nei primi tre anni dalla patente non puoi guidare auto oltre i 75 kW per tonnellata o i 105 kW, e le famiglie chiedono comunque esperienza. Le app fissano regole proprie, per esempio età tra i 23 e i 64 anni e almeno 20 punti sulla patente: un buon riferimento anche per chi lavora in proprio.
- Punti pieni e nessuna sospensione recente. L’estratto della patente si scarica dal Portale dell’automobilista in pochi minuti, e mostrarlo fa la differenza. Se accompagnerai persone fragili o bambini, anche il certificato del casellario aiuta.
- La tua auto, solo se non porti persone. Puoi usarla per raggiungere il cliente o per fare commissioni da solo. Se il cliente sale a bordo, torna al caso 3.
- Un telefono che risponde. Chi cerca un autista privato lo cerca per un giorno preciso: la puntualità nel rispondere conta quanto quella alla guida.
Come scrivere l’annuncio
Gli annunci che funzionano dicono chi sei, con quale auto lavori, in quale zona, quando sei disponibile e quanto chiedi. Quelli che restano senza risposta dicono “autista serio automunito”, e basta. Un esempio da adattare, con nome e luoghi di fantasia:
Mi chiamo Franco, ho 63 anni e sono in pensione. Mi propongo come autista per accompagnamenti con la vostra auto: visite mediche e terapie con attesa, stazione e aeroporto anche la mattina presto, rientro da cene e serate, commissioni.
Patente B da oltre 30 anni, punti pieni, estratto disponibile. Puntuale e discreto, abituato alle persone anziane.
Disponibile dal lunedì al sabato, la sera su prenotazione.
Tariffa: 12 euro l’ora, con ricevuta o Libretto Famiglia. Minimo due ore. Non trasporto persone con la mia auto.
Scrivimi in chat con giorno, orario e tragitto.
“Guido la tua auto” nel titolo toglie subito l’equivoco dell’NCC, la tariffa scritta evita dieci messaggi di trattativa, e l’ultima riga sulla propria auto sembra una rinuncia ma è un segnale di serietà.
Quanto chiedere
Tra 10 e 15 euro l’ora sta quasi tutti, e dentro la fascia il prezzo lo fa la disponibilità: chi accetta le sei del mattino e i festivi sta in alto. Un minimo di due ore protegge dalle chiamate per un quarto d’ora. Con dieci ore a settimana a 12 euro fai circa 500 euro al mese, in regola fino a 5.000 euro l’anno; il conto delle ore per arrivare alla cifra che vuoi è in arrotondare lo stipendio. Chi ti cercherà: famiglie con un genitore anziano, chi ha smesso di guidare o ha la patente sospesa, chi vuole bere tranquillo a una cena, pendolari per il tragitto fisso, qualche azienda per la giornata con un ospite.
Se cerchi un autista privato: cosa chiedere prima e cosa non fare
Chi cerca un autista privato per un genitore o per sé ha bisogno di poche informazioni, ma tutte prima di consegnare le chiavi.
- Da quanti anni ha la patente e quanti punti. Una domanda normale, che una persona seria si aspetta. Se accompagna tuo padre, chiedi se ha già avuto a che fare con persone anziane.
- Con quale auto. La risposta giusta è “la vostra”. Se propone la sua, torna alla tabella del bivio.
- La tua polizza. Guida libera, esperta o esclusiva? Se sei in guida esclusiva e l’aiuto sarà regolare, chiedi alla compagnia quanto costa passare alla guida libera.
- I tempi morti. L’attesa fuori dall’ospedale si paga? A che tariffa? Meglio dirselo prima.
- Come lo paghi. Ricevuta o Libretto, deciso in chat, con la tariffa scritta.
Due cose da non fare. La prima è pagare un privato per farti portare con la sua auto: se succede qualcosa, lui è un trasportatore abusivo e tu un passeggero su un’auto assicurata per uso privato. La seconda è affidare l’auto e un familiare a una persona conosciuta un’ora prima senza un messaggio scritto: la chat lascia traccia di cosa vi siete detti, a che tariffa e per quali ore.
Servirebbe dalle 8.30 alle 11.30 circa, attesa compresa. Va bene la sua tariffa di 12 euro l’ora con il Libretto Famiglia?
Se per lei è comodo, ci vediamo dieci minuti prima del primo martedì per conoscerci e farle vedere l’auto.
Un messaggio così ha già dentro tutto: chi, dove, quando, con quale auto, a che prezzo e con quale strumento.

Il nome è lo stesso, il mestiere no
Un autista privato per qualche ora non è un lusso e non è illegale: è una persona con la patente che guida la tua auto e che paghi con una ricevuta o con il Libretto Famiglia. Diventa lavoro domestico quando ha orari fissi, e diventa NCC solo quando l’auto è la sua. Questa distinzione risolve il novanta per cento dei dubbi, per chi cerca e per chi si propone. Il resto è una polizza da leggere, una tariffa scritta nell’annuncio e un messaggio chiaro prima di consegnare le chiavi.
Domande frequenti
È possibile fare l’autista privato senza licenza?
Sì, se guidi l’auto del cliente: basta la patente B, e il compenso passa con ricevuta o Libretto Famiglia. La licenza NCC serve solo se trasporti persone a pagamento con un veicolo tuo; senza, è esercizio abusivo con multa da 1.812 a 7.249 euro, confisca del veicolo e sospensione della patente.Cosa significa autista con prestazione occasionale?
Che guida ogni tanto, senza orari fissi e senza organizzazione da impresa, e viene pagato con una ricevuta: dati di entrambi, servizio, data, importo, marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro, senza contributi fino a 5.000 euro lordi l’anno. Se il rapporto diventa regolare, con giorni e orari stabiliti, serve il contratto di lavoro domestico.Quanto si paga un autista privato all’ora e al giorno?
Un privato che guida la tua auto chiede tra 8 e 15 euro l’ora, con 12-15 come cifra più comune, cioè 100-120 euro per una giornata di otto ore. Le app stanno tra 10 e 18 euro secondo l’orario, più una quota fissa. Un NCC con la sua auto parte da 25-35 euro l’ora, spesso con un minimo di due o tre ore.Come si diventa autista privato?
Per guidare l’auto di altri non serve un corso: patente B, meglio se da almeno tre anni, punti pieni, disponibilità chiara e un annuncio che dica “guido la tua auto”, la zona e la tariffa. Per l’NCC servono invece abilitazione professionale, iscrizione al ruolo dei conducenti e autorizzazione del Comune, che in molte città è contingentata.Si può fare l’autista privato con la patente B?
Sì, è l’unico requisito di legge per guidare l’auto di un cliente. Nei primi tre anni dalla patente valgono i limiti di potenza dei neopatentati, quindi non tutte le auto: per questo le famiglie preferiscono chi ha la patente da più tempo.Quali sono le tariffe per accompagnare gli anziani?
Le stesse degli altri accompagnamenti, 10-15 euro l’ora con la vostra auto, attesa compresa. La famiglia può pagare con il Libretto Famiglia: ogni titolo da 10 euro vale un’ora, 8 netti a chi lavora, fino a 2.500 euro e 280 ore l’anno tra la stessa famiglia e la stessa persona.Posso portare persone con la mia auto senza NCC se mi rimborsano solo le spese?
Dividere le spese vive di un viaggio che faresti comunque non è trasporto a pagamento. Se ricevi un compenso oltre le spese, o lo fai in modo ripetuto per chi paga, sei nel noleggio con conducente senza autorizzazione. La strada sicura per fare l’autista privato senza NCC è guidare l’auto del cliente.Dove trovo un autista privato vicino a me?
Guarda gli annunci di consegne e trasporto nella tua zona, dove si propongono anche gli autisti con patente B, oppure quelli di servizi per anziani se ti serve chi accompagni un genitore. Scrivi in chat con giorno, tragitto e auto: il contatto è diretto e senza commissioni.Diamoci una mano.
Che tu cerchi qualcuno che guidi la tua auto o voglia proporti come autista nella tua zona, iniziare richiede due minuti.
