Calcolatore

Calcolo prestazione occasionale sullo smartphone: ragazza al tavolo di una cucina luminosa, con un foglio stampato e una penna

Calcolo prestazione occasionale e Libretto Famiglia: quanto resta a chi lavora e quanto spende chi paga

Otto ore di ripetizioni al mese, a 20 euro l’ora: quanto resta a chi le dà e quanto spende la famiglia? Dipende da come si paga. Il calcolatore qui sotto fa il conto con le tue ore, per chi lavora e per chi paga, con la ricevuta per prestazione occasionale o con il Libretto Famiglia. Sotto lo strumento trovi come si usa, quando conviene una strada o l’altra e cosa resta fuori dal conto.

Metti ore e paga: vedi quanto resta a chi lavora, quanto spende chi paga, quando servono ritenuta e marca da bollo e quando si arriva ai limiti dell’anno. Con la ricevuta, la stampi già compilata.

Il conto si fa nel tuo browser: i numeri che inserisci non vengono inviati al sito.

Fai il conto per
Come si paga

Lordo è la cifra scritta in ricevuta, prima dell’eventuale ritenuta.

Con il libretto l’ora vale sempre 10 €: 8 € vanno a chi lavora, il resto sono contributi e assicurazione.

Chi ti pagaTu sei

Il conto

Per fare il conto serve JavaScript attivo nel browser. Le regole usate sono qui sotto.

La ricevuta pronta da stampare

Gli importi sono già scritti. Nomi, indirizzi, codici fiscali, numero e data li scrivi a mano sul foglio: qui non li chiediamo.

Stampane due copie: una la consegni (con la marca da bollo, se serve), l’altra la tieni tu. Sul telefono scegli «Salva come PDF» e la stampi quando vuoi.

Ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale

n.
del
Marca da bollo
2,00 €

Prestatore (chi ha lavorato)

Nome e cognome
Indirizzo
Codice fiscale

Committente (chi paga)

Nome e cognome o ragione sociale
Indirizzo
Codice fiscale o partita IVA

Per la seguente prestazione di lavoro autonomo occasionale:

Descrizione
Svolta il / nel periodo

Ore di lavoro: , a l’ora.

Compenso lordo
Ritenuta d’accontonon applicabile (committente non sostituto d’imposta)
Ritenuta d’acconto 20%
Netto a pagare

Imposta di bollo di 2,00 € assolta sull’originale.

Prestazione occasionale non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/1972.

Compenso qualificabile come reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR.

Luogo e data
Firma del prestatore

Fac-simile compilato con il calcolatore di arrotonda.com: controlla i dati prima di firmare.

Col Libretto Famiglia non serve la ricevuta

Paga l’INPS: chi paga ricarica il libretto prima (modello F24 Elide con causale LIFA, oppure il Portale dei pagamenti dell’INPS), poi comunica le ore sul sito dell’INPS entro il giorno 3 del mese dopo, e chi lavora riceve il compenso entro il 15. Conviene segnarsi le ore da entrambe le parti, per non superare il limite.

Le regole usate e le fonti

Controllate il 22 ottobre 2026 sulle fonti ufficiali. Si ricontrollano ogni gennaio.

Libretto Famiglia

  • Ogni ora si paga con un titolo da 10 €: 8,00 € vanno a chi lavora, 1,65 € ai contributi INPS (Gestione Separata), 0,25 € all’assicurazione INAIL e 0,10 € alla gestione.
  • Lo può usare solo un privato, e solo per piccoli lavori di casa (anche giardinaggio, pulizie e manutenzione), assistenza a domicilio di bambini, anziani, malati o persone con disabilità, ripetizioni.
  • Limiti dell’anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre, contati su quello che riceve chi lavora: chi lavora al massimo 5.000 € sommando tutte le famiglie; chi paga al massimo 10.000 € sommando tutte le persone; con la stessa famiglia 2.500 € e 280 ore.
  • Se con la stessa famiglia si superano i 2.500 € o le 280 ore, per legge il rapporto diventa lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato.
  • Per pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e chi riceve sostegni al reddito, quello che ricevono conta al 75%, ma solo nel limite di chi paga.
  • Quello che riceve chi lavora è esente da tasse.
  • Chi paga comunica le ore all’INPS entro il giorno 3 del mese dopo; l’INPS paga chi lavora entro il 15.

Ricevuta per prestazione occasionale

  • Ritenuta d’acconto del 20% solo se paga un’azienda, un professionista, un ente, un’associazione o un condominio (sostituto d’imposta). Un privato non trattiene niente.
  • Marca da bollo da 2 € sulla ricevuta che supera 77,47 €.
  • Fino a 5.000 € lordi l’anno, sommando tutto quello che si incassa con le ricevute, niente contributi INPS. Oltre, sulla parte in più si versano i contributi alla Gestione Separata: due terzi chi paga, un terzo chi lavora.
  • Il compenso è un reddito diverso: le tasse si calcolano nella dichiarazione dei redditi e dipendono dagli altri redditi, per questo il calcolatore non le stima.

Fonti

È un aiuto per fare i conti, non una consulenza: per la tua situazione, chiedi a chi ti segue la dichiarazione dei redditi. Le guide complete: libretto famiglia o ricevuta e i modelli di ricevuta.

Calcolo prestazione occasionale: come si usa

  1. Per chi fai il conto. Con «Chi lavora» la cifra in grande è quello che ti resta, con «Chi paga» è quello che spendi.
  2. Come si paga. Libretto Famiglia o ricevuta. Col libretto la paga oraria non si sceglie: ogni ora è un titolo da 10 euro.
  3. Quante ore, e ogni quanto. A settimana, al mese o una volta sola. Dal ritmo il calcolatore ricava l’anno intero, ed è lì che compaiono i limiti.
  4. La paga e chi paga, solo con la ricevuta. La paga è lorda, cioè la cifra scritta in ricevuta. Chi paga può essere un privato o un’attività, come un’azienda, un ente o un condominio: è questa scelta a decidere se c’è la ritenuta.

Sotto compaiono il conto riga per riga, la proiezione sull’anno e gli avvisi. I valori di partenza, 8 ore al mese a 20 euro pagate da un privato, riprendono il primo dei modelli di ricevuta per prestazione occasionale: 160 euro, con la marca da bollo.

Quando conviene il libretto e quando la ricevuta

Prima del conto vengono due domande. Chi paga è un privato o un’attività? Se è un’attività, il libretto è escluso. Il lavoro rientra nei tre casi ammessi, cioè piccoli lavori di casa, assistenza a domicilio e ripetizioni? Se non ci rientra, resta la ricevuta.

Quando paga un privato per uno di questi lavori vanno bene tutte e due le strade. Con 8 ore al mese il conto cambia così.

  • Con il Libretto Famiglia chi paga spende 80 euro e a chi lavora ne arrivano 64, esenti da tasse, con contributi INPS e assicurazione INAIL già pagati. Niente ricevuta e niente marca da bollo: paga l’INPS.
  • Con la ricevuta, a 20 euro l’ora, la famiglia spende 160 euro e chi lavora ne incassa 160, perché un privato non trattiene niente. Sono però lordi: l’IRPEF si calcola nella dichiarazione dei redditi, e chi lavora non è assicurato contro gli infortuni.
  • Con la ricevuta intestata a un’attività c’è la ritenuta d’acconto del 20%: su 500 euro chi lavora ne riceve 400, e i 100 trattenuti sono un anticipo delle tasse.

Il punto da guardare è la tariffa. Col libretto l’ora vale sempre 10 euro, con la ricevuta la decidete voi. A 10 euro l’ora le due strade costano lo stesso alla famiglia, e il libretto in più assicura chi lavora e non gli lascia tasse da pagare. Con una tariffa più alta il confronto dipende dalle tasse di chi lavora, che il calcolatore non conosce: per questo, quando paga un privato, ti propone di rifare il conto col libretto.

I limiti dell’anno da tenere d’occhio

I limiti valgono dal 1° gennaio al 31 dicembre, e il calcolatore ti dice in quale settimana o in quale mese li raggiungi.

Con il Libretto Famiglia

Fra le stesse due persone i limiti sono 2.500 euro e 280 ore l’anno. A 8 euro netti l’ora arriva sempre prima quello delle ore, perché 280 ore fanno 2.240 euro. Fino a cinque ore a settimana il libretto regge tutto l’anno; a sei ore si esaurisce verso fine novembre, a dieci verso metà luglio. Oltre, per legge, il rapporto diventa un lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato.

Poi ci sono i limiti di ciascuno, contati su quello che riceve chi lavora: 5.000 euro l’anno per chi lavora, sommando tutte le famiglie, e 10.000 per chi paga, sommando tutte le persone. Per pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e chi riceve sostegni al reddito il compenso conta al 75%, ma solo nel limite di chi paga.

Con la ricevuta

Fino a 5.000 euro lordi l’anno, sommando le ricevute di tutti quelli che ti pagano, non ci sono contributi INPS. Oltre, chi lavora si iscrive alla Gestione Separata e sulla parte in più si versano i contributi, due terzi a carico di chi paga e un terzo di chi lavora. Chi ti paga non sa quanto hai incassato dagli altri: avvisarlo tocca a te.

C’è poi un limite che non è una cifra. Se è sempre la stessa persona, ogni settimana, allo stesso orario, per tutto l’anno, il lavoro non è più occasionale: serve un contratto di lavoro domestico o la partita IVA. Quanto costa un contratto è spiegato voce per voce nell’articolo sulla colf a ore.

Cosa il calcolatore non calcola

  • Le tasse sulla ricevuta. Il compenso è un reddito diverso, e l’IRPEF si calcola in dichiarazione insieme a tutto quello che guadagni nell’anno. Per questo il calcolatore mostra il lordo e non stima l’imposta.
  • I contributi oltre i 5.000 euro. Il calcolatore ti avvisa quando superi la soglia e ti dice come si divide il contributo, ma non quanto si paga: la percentuale della Gestione Separata dipende da chi lavora, per esempio se ha già un’altra copertura o una pensione.
  • Pensione, NASpI e altri sostegni. Un lavoretto può cambiare un assegno, con regole diverse per ciascuno: le trovi in lavorare in pensione e in NASpI e lavoro occasionale.
  • Le mezze ore col libretto. Un titolo copre al massimo un’ora, quindi una frazione d’ora si paga con un titolo intero. Il calcolatore arrotonda e te lo segnala.

È un aiuto per fare i conti, non una consulenza. Le regole usate, con la data dell’ultimo controllo e le fonti ufficiali, sono nel riquadro in fondo allo strumento.

Dopo il conto: cosa fare con ricevuta e libretto

Con la ricevuta, sotto il conto trovi il foglio A4 già impostato, con ore, paga, lordo, ritenuta, netto e le diciture su IVA, reddito diverso e marca da bollo. Il riquadro per la marca compare solo sopra 77,47 euro.

A mano scrivi il resto: numero e data, nomi, indirizzi e codici fiscali, la descrizione del lavoro e la firma. Stampane due copie, una da consegnare e una da tenere; dal telefono scegli «Salva come PDF». Le voci una per una e gli errori da evitare sono nella guida ai modelli di ricevuta.

Col Libretto Famiglia, invece, non c’è niente da stampare. Chi paga ricarica il libretto prima, con il modello F24 Elide e la causale LIFA o dal Portale dei pagamenti dell’INPS, e comunica le ore entro il giorno 3 del mese dopo; l’INPS paga chi ha lavorato entro il 15. Conviene segnarsi le ore da tutte e due le parti. Come ci si registra è spiegato passo per passo nella guida al libretto famiglia.

Dal conto all’annuncio

Se offri un servizio, il conto ti serve due volte: per decidere la tariffa e per scriverla nell’annuncio, insieme a come ti fai pagare. Chi legge capisce subito che lavori in regola e sa già quanto spenderà.

Se cerchi qualcuno, chiedi in chat come preferisce essere pagato prima di fissare le ore. I lavori per cui il libretto è pensato hanno ciascuno la sua categoria su Arrotonda: babysitting, ripetizioni e lezioni, pulizie, assistenza agli anziani e giardinaggio. Il contatto è diretto, senza commissioni.

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Domande frequenti

Come si calcola il netto di una prestazione occasionale?Si parte dal lordo, cioè ore per paga oraria. Se paga un privato il netto è uguale al lordo; se paga un’attività si toglie la ritenuta del 20%. L’IRPEF si calcola poi in dichiarazione, insieme agli altri redditi. Sopra 77,47 euro sulla ricevuta va anche la marca da bollo da 2 euro.
Quanto costa un’ora con il Libretto Famiglia?Costa 10 euro a chi paga. Di questi, 8 vanno a chi lavora, 1,65 ai contributi INPS, 0,25 all’assicurazione INAIL e 0,10 alla gestione. Per chi lavora gli 8 euro sono netti ed esenti da tasse.
Quando si applica la ritenuta d’acconto del 20%?Solo quando paga un sostituto d’imposta: un’azienda, un professionista, un ente, un’associazione o un condominio. Un privato non trattiene niente. La ritenuta è un anticipo delle tasse, e chi ha lavorato la ritrova nella dichiarazione dei redditi.
Quante ore si possono fare con il Libretto Famiglia?Con la stessa famiglia al massimo 280 ore l’anno, e non più di 2.500 euro: a 8 euro netti l’ora arriva prima il limite delle ore. Oltre, per legge, il rapporto diventa lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato. In tutto, chi lavora non supera 5.000 euro l’anno sommando tutte le famiglie.
Sui compensi del Libretto Famiglia si pagano le tasse?No, per legge sono esenti da imposte e non cambiano lo stato di disoccupato. Se prendi una pensione, però, l’INPS avverte che con alcune pensioni questi compensi possono sospendere o ridurre l’assegno: prima di cominciare chiedi a un patronato.
Cosa succede se con le ricevute supero i 5.000 euro?Sulla parte in più si pagano i contributi alla Gestione Separata dell’INPS, due terzi a carico di chi paga e un terzo di chi lavora, e chi lavora deve iscriversi. La soglia somma le ricevute di tutti quelli che ti pagano, e solo tu sai quanto hai incassato: avvisarli tocca a te.
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