Lavorare in pensione: pensionato sorridente sistema la siepe del giardino di una villetta, con una signora che lo ringrazia dal cancello

Consigli per chi offre servizi

Lavorare in pensione: quali lavoretti fare davvero, quanto guadagnare senza toccare l’assegno

Hai 64, 67 o 70 anni, il tempo c’è, l’assegno arriva ma non basta a tutto, e il vicino ti ha già chiesto se gli tagli il prato “a pagamento, eh”. Prima ancora della tariffa, la domanda che ti blocca è un’altra: lavorare in pensione si può, o rischio di perdere quello che ho? La risposta è precisa, ma cambia con la pensione che ricevi. Qui trovi la tua riga nella tabella, quanto puoi guadagnare, quante tasse paghi davvero, quali lavoretti le famiglie chiedono a una persona della tua età e come farti pagare in regola.

In breve Con la pensione di vecchiaia o con l’anticipata ordinaria puoi lavorare quanto vuoi, anche con un contratto: l’assegno non si tocca. Con quota 100, 102, 103 e con l’APE sociale, fino ai 67 anni, l’unico reddito ammesso è il lavoro autonomo occasionale con ricevuta, entro 5.000 euro lordi l’anno: oltre, o con un contratto, la pensione viene sospesa e va restituita. Invalidità, reversibilità e assegno sociale hanno riduzioni legate al reddito. Le tasse si pagano sull’extra sommato alla pensione, con il 730; il Libretto Famiglia è esente. Con 8 ore a settimana a 12 euro si arriva a circa 400 euro al mese.

Si può lavorare in pensione? Dipende da quale pensione hai

Dal 2009 il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro non esiste più per le pensioni “normali”. Le eccezioni sono le uscite anticipate con regole speciali e le prestazioni legate al reddito. Prima di qualsiasi lavoretto, trova la tua riga.

Che pensione riceviCosa puoi fareCome ti fai pagareAttenzione a
Pensione di vecchiaia (67 anni)Cosa puoi fare:tutto, senza limiti di reddito, dal lavoretto al contrattoPagamento:ricevuta, Libretto Famiglia, contrattoAttenzione:solo alle tasse sull’extra
Pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi, 41 e 10 le donne)Cosa puoi fare:tutto, come per la vecchiaiaPagamento:ricevuta, Libretto Famiglia, contrattoAttenzione:con tutti i contributi dopo il 1995 il cumulo pieno scatta a 65 anni (uomini) o 60 (donne), oppure con 40 anni di contributi, o 35 anni e 61 di età; prima, chiedi al patronato
Quota 100, 102, 103Cosa puoi fare:fino ai 67 anni solo lavoro autonomo occasionale, entro 5.000 euro lordi l’anno; niente contratti, nemmeno a chiamataPagamento:solo ricevuta per prestazione occasionaleAttenzione:oltre i 5.000 euro, o con un contratto anche di un giorno, la pensione è sospesa per tutto l’anno e le rate vanno restituite; dai 67 anni valgono le regole della vecchiaia
APE sociale (prorogata fino al 31 dicembre 2026)Cosa puoi fare:solo lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l’annoPagamento:solo ricevuta per prestazione occasionaleAttenzione:oltre il limite si decade e l’INPS recupera le somme; va comunicato entro 5 giorni
Assegno ordinario di invaliditàCosa puoi fare:puoi lavorare; l’assegno si riduce del 25% se il reddito totale supera 4 volte il minimo INPS, del 50% oltre 5 voltePagamento:ricevuta, Libretto Famiglia, contrattoAttenzione:con meno di 40 anni di contributi c’è una seconda riduzione; fatti fare il conto dal patronato
Pensione di inabilitàCosa puoi fare:nessun lavoro, perché la prestazione presuppone l’impossibilità totale di lavorarePagamento:nessunoAttenzione:un compenso, anche piccolo, mette in discussione il diritto
Pensione ai superstiti (reversibilità)Cosa puoi fare:puoi lavorare; la pensione si riduce del 25% se il tuo reddito supera 3 volte il minimo INPS, del 40% oltre 4 volte, del 50% oltre 5Pagamento:ricevuta, Libretto Famiglia, contrattoAttenzione:nessuna riduzione se nel nucleo ci sono figli titolari della stessa pensione; con pochi lavoretti non si arriva alla prima soglia
Assegno socialeCosa puoi fare:puoi lavorare, ma l’assegno spetta solo sotto un limite di reddito e ogni euro in più lo riducePagamento:ricevuta o Libretto Famiglia, sempre dichiaratiAttenzione:i redditi si comunicano all’INPS ogni anno; chiedi prima al patronato quanto puoi guadagnare

Schema di orientamento aggiornato a settembre 2026; le regole complete sono nelle schede INPS sul cumulo. Opzione donna e lavoratori precoci hanno regole proprie, da chiedere al patronato. Il minimo INPS del 2026 è di circa 8.000 euro l’anno: 3 volte sono circa 24.000 euro, 4 volte circa 32.000, 5 volte circa 40.000.

Il tetto dei 5.000 euro: per chi vale e come si conta

È la regola che crea più equivoci, perché la cifra coincide con un’altra che riguarda tutti: per chiunque, i compensi da lavoro autonomo occasionale sono senza contributi fino a 5.000 euro lordi l’anno. Per chi ha quota 100, 102, 103 o l’APE sociale, invece, quei 5.000 euro sono il massimo che si può guadagnare lavorando, fino ai 67 anni. E “lavoro autonomo occasionale” va preso alla lettera: un lavoro che organizzi tu, senza orari imposti e senza continuità da dipendente, pagato con la ricevuta. Un contratto a chiamata per due sere al ristorante è lavoro dipendente, e basta un giorno per far sospendere l’assegno di tutto l’anno.

C’è un dettaglio che quasi nessuno dice. Per l’INPS i compensi del Libretto Famiglia non sono lavoro autonomo occasionale, perché lì c’è una famiglia che organizza il lavoro: quindi non rientrano nell’eccezione dei 5.000 euro. Se hai quota 103 e la famiglia del vicino ti propone il Libretto per accompagnare la nonna, la risposta giusta è “volentieri, ma con la ricevuta”.

Il conto è annuale e lordo. A 12 euro l’ora, 5.000 euro sono circa 415 ore, cioè 8 ore a settimana per tutto l’anno; a 15 euro sono 333 ore, sei ore e mezza a settimana. Se ti accorgi di superarle, va comunicato subito all’INPS con il modulo apposito, che il patronato compila con te.

Chi non comunica, restituisce

La paura di “perdere la pensione” ha un fondamento, ma il rischio non sta nel lavoretto: sta nel non dirlo. A settembre 2026 la Cassazione ha confermato che un pensionato che aveva ripreso a lavorare senza segnalarlo all’INPS deve restituire per intero le rate ricevute, perché l’errore non è dell’Istituto ma di chi non lo ha informato. L’INPS controlla i requisiti quando fai domanda, poi tocca a te aggiornarla. Con la vecchiaia non c’è niente da comunicare; con le altre sì.

Coppia di pensionati al tavolo della cucina controlla insieme un cedolino della pensione e una ricevuta, con un tablet acceso

Quante tasse paga un pensionato che lavora

Lavorare in pensione significa sommare due redditi: la pensione, già tassata, e l’extra, che quindi non parte da zero ma paga l’aliquota dello scaglione in cui cade il totale. Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre, 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000, 43% oltre. Con una pensione da 18.000 euro lordi l’anno e 3.000 euro di lavoretti, i 3.000 stanno nel primo scaglione: 690 euro di IRPEF più le addizionali regionale e comunale, in genere il 2-3 per cento, cioè 60-90 euro. Ti restano circa 2.200 euro su 3.000. Chi ha una pensione minima paga meno, a volte nulla: il conto esatto lo fa il CAF con il 730.

Come e quando paghi dipende da chi ti paga. Se ti paga un privato, una famiglia, non c’è ritenuta: incassi tutto e le imposte le versi l’anno dopo con il 730, nel quadro D dei redditi diversi; conviene mettere da parte un quarto di quello che incassi. Se ti paga un’azienda o un condominio, ti trattiene il 20% e te lo certifica: è un acconto, e con il 730 si fa il conguaglio. I modelli e le regole della ricevuta sono in ricevuta per prestazione occasionale.

Il Libretto Famiglia è l’eccezione comoda: i compensi sono esenti da IRPEF e non entrano nella dichiarazione. Per l’INPS, però, contano come redditi da lavoro: con l’assegno di invalidità o con la pensione ai superstiti possono ridurre l’importo. Su ogni titolo da 10 euro te ne arrivano 8; gli altri 2 sono contributi e assicurazione contro gli infortuni, che a 68 anni su una scala non è un dettaglio. I tetti sono 2.500 euro e 280 ore l’anno con la stessa famiglia e 5.000 euro in tutto; come si attiva e quando conviene è in Libretto Famiglia o ricevuta. Ricorda solo il punto di prima: con quota 100, 102, 103 e APE sociale il Libretto non è ammesso.

I 10 lavoretti che i pensionati fanno davvero

Negli annunci di chi si propone dopo la pensione tornano sempre gli stessi lavori, e non sono quelli delle liste con i corsi di acquerello: sono lavori che le famiglie chiedono a una persona con esperienza, disponibile di mattina e affidabile nel tempo. Le tariffe sono quelle di un privato a ore.

LavorettoOre realistiche a settimanaTariffaCosa serve
Autista con l’auto del clienteOre:4 – 8Tariffa:10 – 15 € l’oraServe:patente B da anni, punti pieni; mai trasportare persone con la propria auto a pagamento
Accompagnamento a visite, farmacia, sportelliOre:4 – 6Tariffa:9 – 14 € l’oraServe:pazienza e costanza; le famiglie pagano volentieri con il Libretto
Giardinaggio a oreOre:4 – 8, da marzo a ottobreTariffa:10 – 15 € l’oraServe:schiena in ordine; spesso si usa il tagliaerba del cliente
Piccole riparazioni e montaggio mobiliOre:3 – 6Tariffa:15 – 25 € l’oraServe:cassetta degli attrezzi propria; chi arriva da un mestiere sta nella fascia dei montatori, 25-40
Ripetizioni e aiuto compitiOre:3 – 6, da ottobre a giugnoTariffa:10 – 16 € elementari e medie, 15 – 25 superioriServe:padronanza della materia; gli ex insegnanti partono avvantaggiati
Nonno o nonna a ore (babysitter)Ore:4 – 10Tariffa:8 – 12 € l’oraServe:referenze ed esperienza con i bambini; uscita da scuola e pomeriggio le fasce più richieste
Pulizie e riordinoOre:4 – 8Tariffa:10 – 15 € l’oraServe:niente di particolare; se diventa fisso con la stessa famiglia serve il contratto domestico
Cucina e aiuto in casaOre:3 – 8Tariffa:10 – 15 € l’oraServe:pasti per un anziano solo, spesa e cucina insieme; nei circoli e nei ristoranti serve un contratto
Commissioni e spesaOre:2 – 5Tariffa:9 – 14 € l’ora, o 10 – 15 € a giroServe:auto propria (vai da solo, non trasporti nessuno), rimborso benzina a parte
Custodia, portineria, piccola segreteriaOre:6 – 15Tariffa:9 – 12 € l’ora, o forfait 200 – 500 € al meseServe:precisione; con orari fissi per un’azienda o un condominio è un part time con contratto

Fasce indicative raccolte dagli annunci dei privati e dagli articoli di Arrotonda su ciascun lavoro, non da transazioni del sito. Un ex ragioniere che tiene la contabilità a un piccolo studio chiede intorno ai 25 euro l’ora.

Guarda come si propongono gli altri nella tua zona →

Tre di questi lavori hanno una regola in mezzo. L’autista è il lavoretto più proposto da chi è in pensione, quasi sempre con la frase sbagliata, “con auto propria”: trasportare persone a pagamento con la tua macchina è noleggio con conducente, senza licenza è abusivo. Guidare l’auto del cliente invece richiede solo la patente, e quanto chiedere è in autista privato occasionale. L’accompagnamento di un genitore anziano a visite e terapie è la richiesta più frequente delle famiglie, e chi lo fa con costanza viene richiamato per anni: le alternative sono in servizio accompagnamento visite mediche. Il giardino è stagionale e fisico, ma un pensionato con il suo tagliaerba compete alla pari con chiunque: le tariffe per taglio, siepe e giornata sono in quanto costa un giardiniere.

Per le riparazioni vale una distinzione onesta. Mensole, librerie, una serratura o un miscelatore sono lavori da tuttofare, a ore; una cucina componibile o un armadio scorrevole sono lavori da montatore, con tempi e prezzi in montaggio mobili: quanto costa. Le ripetizioni sono il lavoretto con la tariffa più alta a parità di fatica, soprattutto per chi ha insegnato: le tariffe per livello sono in dare ripetizioni.

Quanto si può guadagnare: tre conti veri

Il metodo è quello di arrotondare lo stipendio, si parte dalla cifra e si contano le ore, con una differenza: lavorare in pensione con quota 103 o APE significa che il tetto decide quante ore puoi fare, non solo quante ne vuoi fare.

Giardino e piccoli lavori: 8 ore a settimana

Due mattine a settimana tra prato, siepe e qualche mensola, a 12 euro l’ora: 96 euro a settimana, circa 415 euro al mese di media sull’anno, quasi 5.000 euro lordi. Con la pensione di vecchiaia sono tuoi, tasse a parte, con la ricevuta. Con quota 103 sei esattamente sul limite, e basta un lavoro in più a dicembre per superarlo: fermati a 7 ore a settimana, circa 4.350 euro l’anno, e tieni un quaderno delle ricevute.

Accompagnamento con il Libretto Famiglia: 6 ore a settimana

Due mattine da tre ore con lo stesso signore, visite, farmacia e spesa, con il Libretto Famiglia, che paga 10 euro l’ora fissi: 60 euro lordi a settimana, 48 netti, circa 208 euro al mese puliti, senza 730 e con l’assicurazione compresa. Con la stessa famiglia il primo limite che arriva è quello delle 280 ore, verso fine novembre, quando hai incassato 2.240 euro netti: da lì, con quella famiglia, il Libretto si ferma fino a gennaio, e le ore libere si possono offrire a una seconda famiglia. È il conto giusto per chi ha la vecchiaia o l’anticipata ordinaria; con quota 103 e APE sociale la stessa cosa va fatta con la ricevuta.

Ripetizioni: 4 ore a settimana

Due ragazzi delle medie, due pomeriggi, 15 euro l’ora: 60 euro a settimana, 260 euro al mese per i nove mesi di scuola, circa 2.300 euro l’anno con la ricevuta ai genitori, senza ritenuta. Le tasse arrivano l’anno dopo, al 23% circa 530 euro più le addizionali, e restano intorno ai 1.700. Nessun tetto in vista, per nessuna pensione.

I lavori si combinano, un giardino al martedì, un accompagnamento al giovedì, le ripetizioni nel pomeriggio. Con quota 103 il quaderno delle ricevute diventa obbligatorio; con la vecchiaia vale la pena chiedersi se non convenga un part time con contratto, che porta anche contributi in più sull’assegno.

Signora in pensione aiuta una bambina con i compiti al tavolo di un soggiorno luminoso

Perché si lavora in pensione, e cosa frena

I pensionati che lavorano sono quadruplicati in quattro anni, da circa 40.000 nel 2019 a quasi 158.000 nel 2023 secondo l’INPS, per lo più restando nella stessa azienda con un contratto. Chi invece fa lavoretti da privato a privato ha di solito tre ragioni, e le scrive negli annunci senza giri di parole: integrare un assegno che non copre tutto, stare attivi quando le giornate si allungano, sentirsi utili a qualcuno che ha davvero bisogno. Spesso conta più la terza.

Le paure sono altrettanto concrete. La prima è perdere l’assegno, e la tabella all’inizio la risolve. La seconda sono le tasse, che sono un quarto dell’extra, non la metà. La terza è più sottile: sentirsi “vecchi” per il mercato. Le famiglie la pensano al contrario: chi cerca una persona per accompagnare la madre, tenere il nipote all’uscita di scuola o tagliare il prato non vuole un ventenne libero ogni tanto, vuole qualcuno che c’è al martedì mattina, che risponde al telefono, che ha già fatto quella cosa per trent’anni. In questi annunci l’età è una referenza.

La quarta riguarda la dignità: “non voglio fare il tuttofare a 10 euro l’ora dopo quarant’anni di lavoro”. È legittima, e la risposta è scegliere il lavoretto giusto: un ex insegnante dà ripetizioni a 20 euro, un ex artigiano monta mobili a 25, un ex ragioniere tiene i conti a un negozio a 25. Il lavoretto migliore per lavorare in pensione è quasi sempre una versione leggera del mestiere di prima.

Come farsi pagare in regola, pensione per pensione

Per lavorare in pensione in regola gli strumenti sono tre, li hai visti nella tabella; quello che cambia è chi può usare cosa.

  • Ricevuta per prestazione occasionale. Va bene per tutti e per qualsiasi lavoretto saltuario: la scrivi tu, con i dati di entrambi, data, descrizione e importo, più una marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro. È l’unico strumento ammesso con quota 100, 102, 103 e APE sociale.
  • Libretto Famiglia. Lo attiva la famiglia sul sito INPS e paga con titoli da 10 euro l’ora: a te arrivano 8 euro netti, esenti da tasse, con assicurazione. Solo per babysitting, assistenza ad anziani e malati, lavori domestici e ripetizioni; non con quota 100, 102, 103 e APE sociale.
  • Contratto di lavoro. Se un negozio ti vuole tre mattine fisse, un condominio in portineria o una famiglia tutti i giorni, non è più occasionale: serve un contratto part time, a chiamata o domestico, con contributi che si aggiungono alla pensione e possono farla salire con un supplemento. Fino ai 67 anni è vietato a chi ha quota 100, 102, 103 o l’APE sociale.

La partita IVA forfettaria serve solo a chi trasforma i lavoretti in un’attività continuativa, come l’ex idraulico che lavora tutte le settimane; per qualche ora a settimana non conviene, e con quota 103 è comunque esclusa. Quanto al nero, chi ha un limite di reddito lavorando in nero non può dimostrare di esserci rimasto dentro, e chi ha la vecchiaia rinuncia, per pochi euro di tasse, alla tutela in caso di infortunio e a una ricevuta che, se qualcuno contesta, è la sua prova.

Come scrivere l’annuncio a 65 anni

Gli annunci di chi vuole lavorare in pensione e resta senza risposta hanno tutti lo stesso difetto: dicono “pensionato serio e volenteroso cerca lavoretto” e nient’altro. Quelli che funzionano dicono cosa sai fare, che mestiere facevi, in quali giorni ci sei, in quale zona, quanto chiedi e come vuoi essere pagato. Un esempio da adattare, con nome e luoghi di fantasia:

Giardino, piccole riparazioni e accompagnamenti – Bra, Cherasco e dintorni
Mi chiamo Piero, ho 66 anni, sono in pensione e per trent’anni ho fatto il manutentore in una fabbrica. Mi propongo per: taglio erba e siepi (anche con il vostro tagliaerba), piccole riparazioni in casa, montaggio di mobili in kit, accompagnamento a visite mediche e spesa con la vostra auto.
Disponibile dal lunedì al venerdì, la mattina. Puntuale, automunito, ordinato in casa d’altri.
Tariffa: 12 euro l’ora per giardino e accompagnamenti, 18 per le riparazioni. Con ricevuta o Libretto Famiglia. Minimo due ore.
Scrivimi in chat con il lavoro che ti serve, il giorno e la zona: rispondo in giornata.

Tre cose contano in quel testo. Il mestiere di prima, perché è la tua referenza più forte. Le fasce orarie, perché “la mattina” è esattamente quando le famiglie non trovano nessuno. La tariffa scritta insieme allo strumento di pagamento, perché elimina la trattativa e dice subito che lavori in regola. Se hai quota 103 scrivi “con ricevuta” e basta.

Le famiglie nei messaggi chiedono sempre le stesse quattro cose: se sei libero in un giorno fisso, se hai già fatto quel lavoro, se hai l’auto, se puoi iniziare con una prova di un’ora o due. Rispondi a tutte nel primo messaggio e la prova la ottieni quasi sempre. Accompagnamento e commissioni sono la porta d’ingresso più facile, perché lì la fiducia conta più del prezzo. Per capire dove conviene pubblicare quell’annuncio, le bacheche e i portali per lavori occasionali a confronto dicono su quali siti è il cliente a scriverti e su quali, invece, il contatto si paga.

Vedi gli annunci di accompagnamento e commissioni già online →

Pensionato con la cassetta degli attrezzi monta una mensola in una cucina moderna mentre la padrona di casa gli passa una vite

Prima l’assegno, poi il lavoretto

Lavorare in pensione è permesso, e per la maggior parte dei pensionati senza alcun limite. Il percorso ha tre passi: trova la tua riga nella tabella, e se ha un limite fatti confermare dal patronato quanto puoi guadagnare; scegli uno o due lavoretti che somigliano al mestiere che facevi; scrivi un annuncio con orari, zona e tariffa, e fatti pagare con la ricevuta o con il Libretto. Chi lo fa così arrotonda di 200-400 euro al mese, resta in regola, e scopre che il vicino con il prato non era il solo ad aver bisogno di una mano. Se in casa hai un nipote studente, per lui vale lo stesso ragionamento con altre regole, in lavoretti per studenti.

Domande frequenti

Si può lavorare in pensione?Sì. Con la pensione di vecchiaia e con l’anticipata ordinaria il reddito da lavoro è interamente cumulabile, senza limiti. Le eccezioni sono quota 100, 102, 103 e APE sociale, che fino ai 67 anni ammettono solo lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l’anno, e le prestazioni legate al reddito (invalidità, reversibilità, assegno sociale), che si riducono oltre certe soglie.
Quanto posso guadagnare senza perdere la pensione?Con la vecchiaia non c’è un tetto. Con quota 100, 102, 103 e APE sociale il massimo è 5.000 euro lordi l’anno di lavoro autonomo occasionale, circa 8 ore a settimana a 12 euro: oltre, la pensione è sospesa per l’anno e le rate vanno restituite. Con l’invalidità la riduzione scatta oltre 4 volte il minimo INPS, con la reversibilità oltre 3; l’assegno sociale si riduce con qualsiasi reddito.
Pensione e lavoro occasionale: serve la partita IVA?No. Un lavoretto saltuario, senza orari imposti e senza organizzazione, si paga con la ricevuta per prestazione occasionale, senza partita IVA e senza contributi fino a 5.000 euro lordi l’anno. La partita IVA serve solo se il lavoro diventa continuativo, e con quota 100, 102, 103 e APE sociale è esclusa fino ai 67 anni.
Quante tasse paga un pensionato che continua a lavorare?L’extra si somma alla pensione e paga l’aliquota dello scaglione in cui cade il totale: nel 2026 il 23% fino a 28.000 euro, il 33% fino a 50.000, il 43% oltre, più le addizionali. Su 3.000 euro di lavoretti con una pensione media restano circa 2.200 euro. Un privato non applica ritenute; un’azienda trattiene il 20% in acconto. Il Libretto Famiglia è esente.
Un pensionato può fare il babysitter o il nonno a ore?Sì, ed è uno dei lavoretti più richiesti per l’uscita da scuola e il pomeriggio, tra 8 e 12 euro l’ora. La famiglia può pagare con il Libretto Famiglia, 8 euro netti l’ora con assicurazione, se hai la vecchiaia, l’anticipata ordinaria, l’invalidità o la reversibilità; con quota 100, 102, 103 e APE serve la ricevuta.
Un pensionato può fare l’autista?Sì, se guida l’auto del cliente: basta la patente B, si chiedono 10-15 euro l’ora e si paga con ricevuta o Libretto. Trasportare persone a pagamento con la propria auto è invece noleggio con conducente, abusivo senza licenza. Con quota 100, 102, 103 e APE sociale valgono il tetto dei 5.000 euro e la sola ricevuta.
Devo comunicare all’INPS che faccio dei lavoretti?Con la vecchiaia o l’anticipata ordinaria no, perché non c’è nessun limite. Con quota 100, 102, 103 e APE sociale devi comunicare subito il superamento dei 5.000 euro o l’inizio di un lavoro con contratto; con invalidità, reversibilità e assegno sociale i redditi si dichiarano ogni anno. Chi non lo fa restituisce le rate, come ha ribadito la Cassazione a settembre 2026: lavorare in pensione senza dirlo è l’unico vero rischio.
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