
Svuotare casa: come organizzarsi stanza per stanza e quando serve uno sgombero
Quando ti trovi a dover svuotare casa dopo una successione, dopo che un genitore si è trasferito in una struttura o prima di vendere, hai in mano le chiavi di una casa piena di quaranta anni di cose e una data entro cui deve essere vuota. Non è un trasloco: non c’è una casa nuova dove portare le cose, e ogni oggetto chiede una decisione. In questa guida vediamo in che ordine si fanno le operazioni, come le tre pile ti tolgono la paralisi, cosa fare in ogni stanza e quanto tempo ci vuole davvero, quando lo “sgombero gratis” è vero e quando no, e come capire se ti basta una persona a ore o se serve una ditta.
Da dove iniziare: documenti, oggetti di valore e una foto di ogni stanza
Chi deve svuotare casa comincia quasi sempre dai mobili, perché sono la cosa più ingombrante e sembra che, tolti quelli, il grosso sia fatto. In realtà i mobili sono l’ultima cosa. Prima di spostare qualsiasi oggetto ci sono tre giri da fare, e insieme prendono mezza giornata.
Primo giro: i documenti
Apri un cassetto per volta, non butti nulla e metti tutte le carte in una scatola sola con scritto “carte”. Cerchi l’atto di proprietà o il contratto di affitto, le ultime bollette con i numeri delle utenze, i libretti e le polizze, gli estratti conto, le cartelle cliniche, le garanzie degli elettrodomestici e le ricevute dei lavori fatti in casa. Se la casa è di una persona che non c’è più, quelle carte servono per la dichiarazione di successione, che va presentata entro dodici mesi dal decesso, come spiega la scheda dell’Agenzia delle Entrate. Per le disdette delle utenze servono i numeri di contratto, e trovarli dopo, in mezzo ai sacchi, è molto più difficile.
Secondo giro: quello che vale
Nel secondo giro cerchi i gioielli, gli orologi, i contanti, le monete, i francobolli, i quadri firmati, l’argenteria, le macchine fotografiche, gli strumenti musicali e gli attrezzi in buono stato. Queste cose non stanno solo nei cassetti: stanno nelle tasche dei cappotti, dentro i libri, in fondo agli armadi, dietro i quadri. Chi ha vissuto a lungo in una casa ha un posto suo per le cose importanti, e lo conosce solo lui. Se puoi, chiedi prima, e in ogni caso controlla ogni contenitore prima che finisca in un sacco. Quello che trovi va in una seconda scatola, che tieni con te.
Terzo giro: una fotografia per stanza
Prima di toccare qualsiasi cosa, fotografa ogni stanza da due angoli, con gli armadi aperti. Se gli eredi sono più di uno, tutti vedono com’era la casa prima che qualcuno cominciasse, e si evitano le discussioni su cosa c’era e cosa non c’era. Se chiedi a una ditta un preventivo per svuotare casa o cerchi una persona che ti aiuti, mandi le foto e ricevi una risposta sensata senza sopralluogo. E fra qualche anno quelle foto saranno l’unica immagine di quella casa così com’era.
Quando gli eredi sono più di uno, c’è una regola sola che risparmia anni di rancori: nessuno porta via nulla, nemmeno un soprammobile, prima che vi siate messi d’accordo su cosa tiene chi. Fate un giro della casa insieme con un foglio in mano, ognuno segna cosa vorrebbe, e le poche cose che vogliono in due le decidete subito. Tutto il resto entra nelle tre pile.
Le tre pile: tenere, donare, smaltire
Svuotare casa diventa possibile solo quando ogni oggetto ha una destinazione decisa in anticipo. Tre destinazioni bastano, e le prepari fisicamente in una stanza già sgombra o nell’ingresso: metti gli scatoloni per quello che si tiene, i sacchi trasparenti o le ceste per quello che si dona, e i sacchi neri con un angolo per gli ingombranti per quello che si smaltisce. Ogni cosa passa da una pila sola, una volta sola, e non si torna indietro a riguardare.
Tenere
Tieni solo quello che ha già un posto nella tua casa o in quella di un altro erede, non quello che “potrebbe servire”. La pila del tenere tende a crescere, perché ogni cosa ha una storia, e il modo per contenerla è darle un limite fisico deciso prima: per esempio due scatoloni a persona per i ricordi, e quando sono pieni sono pieni. Le fotografie, le lettere e i documenti di famiglia non contano nel limite: vanno in una scatola a parte e si guardano dopo, con calma, non in mezzo ai sacchi.
Donare
Doni quello che funziona, è pulito e useresti tu se ne avessi bisogno: i vestiti e le scarpe in buono stato, la biancheria, le stoviglie complete, i libri, i piccoli elettrodomestici funzionanti e i mobili integri. Le comunità Emmaus ritirano mobili e oggetti usati per rivenderli nei loro mercatini solidali, in molte città anche a domicilio; l’elenco delle comunità in Italia ti dice qual è la più vicina, e conviene telefonare prima per sapere cosa accettano quel mese. La Caritas della parrocchia o della diocesi prende quasi sempre i vestiti e la biancheria puliti, più raramente i mobili, e anche qui conviene fare una telefonata prima di caricare la macchina. I mercatini dell’usato in conto vendita prendono i mobili di qualità e gli oggetti particolari, ma con tempi lunghi e senza garanzia. Quello che nessuno accetta entro una settimana passa nella terza pila, senza sensi di colpa. Donare non vuol dire scaricare su qualcun altro il problema di buttare.
Smaltire
Smaltisci i mobili rotti o in truciolare gonfio, i materassi, le reti, i tappeti consumati, gli elettrodomestici che non funzionano e tutto quello che è sporco o incompleto. I canali sono tre, gratuiti o quasi. I rifiuti ingombranti (mobili, materassi, reti, sedie) li porti al centro di raccolta del Comune oppure prenoti il ritiro a domicilio: quasi tutti i Comuni lo fanno, in molti è gratuito su prenotazione, in altri si paga una tariffa. Gli elettrodomestici sono rifiuti elettrici, i cosiddetti RAEE: si consegnano gratis al centro di raccolta, oppure al negozio quando compri un apparecchio nuovo equivalente (il ritiro “uno contro uno”), e i piccoli apparecchi sotto i venticinque centimetri si lasciano nei grandi negozi di elettronica anche senza comprare nulla, come spiega il Centro di Coordinamento RAEE. I rifiuti pericolosi di cantina e garage (vernici, solventi, batterie, bombolette, olio) vanno al centro di raccolta nelle aree apposite, mai nei sacchi. I farmaci scaduti vanno nel contenitore della farmacia.

Sgombero gratis: quando è vero e quando no
Molte ditte propongono di svuotare casa gratis, e non è una truffa, ma va capito come funziona. La ditta fa un sopralluogo, guarda cosa c’è e stima quanto può ricavare rivendendo i mobili, gli oggetti e i materiali. Se quel ricavo copre le ore di lavoro, il furgone e lo smaltimento di tutto il resto, lo sgombero è gratuito davvero. Se lo copre in parte, ti propone un prezzo scontato. Se non lo copre, ti fa un preventivo normale. Non è un servizio gratuito: è una compravendita in cui paghi con il contenuto della casa.
Il punto è capire in anticipo da che parte stai. Svuotare casa gratis è realistico quando dentro ci sono mobili in legno massello, antiquariato, oggetti d’epoca, argenteria, libri antichi, quadri, strumenti musicali o attrezzature da officina in buono stato, cioè quando la casa era di persone che compravano cose di qualità e le tenevano bene. È poco realistico nella maggior parte degli appartamenti arredati fra gli anni Settanta e Novanta, perché i mobili in truciolare e laminato sul mercato dell’usato non valgono niente e costano da smaltire.
Se ti propongono lo sgombero gratis, prima di accettare metti in fila cosa succede alle tue cose. La pila del tenere va portata via prima del sopralluogo, altrimenti la valutazione la fanno anche su quella. Chiedi cosa esattamente si portano via e cosa lasciano: capita che il “gratis” valga per i mobili buoni e che i materassi, gli elettrodomestici rotti e la cantina restino a te. Chiedi come smaltiscono quello che non rivendono, perché una ditta seria porta i rifiuti in strutture autorizzate e te lo può dimostrare, mentre chi li abbandona in campagna lascia il problema, con la multa, intestato a chi era il proprietario. E metti tutto per iscritto, anche in un messaggio: scrivi la data, cosa portano via, cosa resta, quanto paghi o quanto ti riconoscono.
Se hai tempo, l’alternativa è fare tu la valutazione: i due o tre pezzi che potrebbero valere davvero li fai vedere a un rigattiere, il resto lo doni o lo porti al centro di raccolta, e per le ore di carico e trasporto chiami una persona a ore. Ci metti più tempo, ma sai dove finisce ogni cosa.
Stanza per stanza, con tempi realistici
Per svuotare casa in ordine si va dalle stanze piene di cose piccole a quelle piene di cose grosse. Prima si fanno le camere e il soggiorno, dove stanno i documenti, i vestiti e i ricordi e dove servono le decisioni; poi la cucina e il bagno, che sono soprattutto smaltimento; per ultimi la cantina, il garage e la soffitta, che sono quasi solo trasporto. I tempi della tabella sono stime per una casa abitata a lungo da una coppia, con due persone al lavoro e le tre pile già pronte. Sono indicativi, e in una casa dove non si è mai buttato niente vanno raddoppiati.
| Stanza | Tempo in due | Cosa ci trovi di solito | Dove finisce |
|---|---|---|---|
| Camere da letto | Tempo:ci vogliono 3-4 ore per ogni camera | Cosa trovi:trovi armadi pieni di vestiti di decenni, la biancheria, le scatole di foto, i documenti nei comodini e i soldi e i gioielli nei posti più strani | Dove finisce:i vestiti buoni vanno alla Caritas o nei contenitori degli abiti usati, i materassi e le reti vanno tra gli ingombranti, e l’armadio a muro va smontato prima del ritiro |
| Soggiorno | Tempo:ci vogliono 3-4 ore | Cosa trovi:trovi i libri, i servizi buoni mai usati, i soprammobili, il televisore, le foto incorniciate e la vetrina con le cose “di valore” | Dove finisce:i libri vanno alle biblioteche, ai mercatini o a Emmaus; i servizi completi si donano; il televisore va tra i RAEE; i mobili in massello vanno fatti valutare prima di buttarli |
| Cucina | Tempo:ci vogliono 2-3 ore | Cosa trovi:trovi la dispensa con il cibo aperto o scaduto, le pentole, le stoviglie spaiate, i piccoli elettrodomestici, il frigorifero e la lavatrice | Dove finisce:il cibo aperto va nell’umido, le confezioni integre e non scadute vanno alla parrocchia o alla raccolta alimentare, le pentole e le stoviglie complete si donano, e tutti gli elettrodomestici vanno tra i RAEE |
| Bagno | Tempo:ci vuole 1 ora | Cosa trovi:trovi i farmaci, i cosmetici, gli asciugamani, il mobiletto e la lavatrice, se non è in cucina | Dove finisce:i farmaci scaduti vanno nel contenitore della farmacia, i cosmetici aperti vanno nell’indifferenziato, gli asciugamani puliti si donano e il mobiletto va tra gli ingombranti |
| Cantina e garage | Tempo:ci vogliono 4-6 ore, spesso di più | Cosa trovi:trovi gli attrezzi, le vernici e i solventi, le bottiglie, gli pneumatici, le biciclette, i mobili “messi via” e le scatole mai riaperte | Dove finisce:gli attrezzi buoni si tengono o si vendono, le vernici e le batterie vanno al centro di raccolta come rifiuti pericolosi, i mobili vanno tra gli ingombranti e le biciclette funzionanti si donano |
| Soffitta | Tempo:ci vogliono 2-4 ore | Cosa trovi:trovi i bauli, le valigie, i giocattoli, le riviste, le culle e i passeggini e gli oggetti dei nonni | Dove finisce:è il posto dove può nascondersi qualcosa che vale, quindi i bauli, i giocattoli di latta e gli oggetti d’epoca vanno fatti valutare prima; il resto va tra gli ingombranti o nella carta |
I tempi sono indicativi e non contano i viaggi al centro di raccolta. Per svuotare casa in due persone, con tre stanze e cantina, il totale sta in due fine settimana pieni: uno serve per decidere e uno per portare via.
Il calendario dei due fine settimana
Il primo fine settimana è quello delle decisioni. Il sabato mattina fai i tre giri iniziali (i documenti, i valori e le foto) e prepari le tre pile; il sabato pomeriggio e la domenica fai le camere e il soggiorno, cioè le stanze dove servono le scelte. Alla fine della domenica hai una lista precisa di cosa va donato e di cosa va smaltito, con un’idea del volume.
Nella settimana in mezzo fai le telefonate: prenoti il ritiro degli ingombranti al Comune, che di solito ha qualche giorno di attesa, prenoti il ritiro di Emmaus o della Caritas per i mobili buoni e, se serve un aiuto per il trasporto, contatti una persona a ore o una ditta. Se ogni sera fai un viaggio al centro di raccolta con i sacchi e la carta, la casa si alleggerisce prima del secondo fine settimana.
Il secondo fine settimana è quello delle braccia. Il sabato mattina svuoti la cucina e il bagno, il sabato pomeriggio la cantina e il garage con un aiuto, la domenica mattina la soffitta, e la domenica pomeriggio fai una pulizia di base con le finestre aperte, per lasciare la casa presentabile a chi entra dopo. Se i ritiri sono stati prenotati bene, la domenica sera in casa resta solo quello che aspetta il camion degli ingombranti.
Gli armadi a muro e i mobili grandi
Un armadio a sei ante, una cucina componibile o una libreria a parete non escono dalla porta interi: vanno smontati, e smontarli senza rovinare i muri e senza farsi male è un lavoro a sé. Chi monta mobili per mestiere li sa anche smontare, e nella guida su quanto costa e quanto tempo serve per il montaggio mobili trovi le tariffe orarie da cui partire per un preventivo. Anche i mobili in massello che potrebbero valere qualcosa vanno smontati con cura, perché un pezzo graffiato o senza una gamba perde quasi tutto il valore.

Quando serve una persona a ore e quando una ditta di sgomberi
Dipende da tre cose: da quanta roba c’è, da quanto tempo hai e da chi la porta via. Se hai già fatto le tre pile, hai prenotato gli ingombranti e ti mancano soprattutto le braccia e un furgone per qualche viaggio al centro di raccolta, per svuotare casa ti basta una persona a ore, magari con un mezzo capiente. Se la casa è grande, il tempo è poco, sei lontano, o semplicemente non ce la fai a entrare in quella casa e decidere oggetto per oggetto, ti serve una ditta di sgomberi che faccia tutto, decisioni comprese, con un preventivo a corpo.
La persona a ore
È la scelta giusta quando le decisioni le hai prese tu e resta il lavoro fisico: qualcuno deve svuotare gli armadi, portare giù gli scatoloni e i sacchi da un terzo piano senza ascensore, smontare due mobili, caricare il furgone e fare i viaggi al centro di raccolta. Per l’aiuto nei traslochi e nelle consegne la fascia che abbiamo raccolto nella guida su quanto rendono i lavoretti per arrotondare va da 15 a 25 euro l’ora, di più se la persona mette anche il mezzo. Per capire quanto ti costa non chiedere “quanto vuoi per svuotare casa”: manda le foto delle stanze e chiedi quante ore stima e se ha il mezzo.
Su Arrotonda gli annunci di questo tipo stanno nella categoria consegne e trasporto, e oggi ce ne sono alcuni pensati proprio per questo lavoro. Ad Alba una persona offre sgombero e smaltimento per case, cantine, garage e soffitte, con carico, trasporto e smaltimento presso strutture autorizzate, e si accorda in base alla quantità di materiale. A Bra un’altra persona offre sgombero di locali, trasporti e piccoli traslochi, è disponibile la sera e nei fine settimana e fa il preventivo gratuito. Sempre ad Alba c’è chi fa sgomberi e trasporti per case, cantine, garage e negozi, anche qui con preventivo gratuito. Si scrive direttamente dalla piattaforma, senza intermediari e senza commissioni.
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La ditta di sgomberi
La ditta fa tutto: entra, svuota, smonta, carica, smaltisce e spesso lascia la casa pulita. Il prezzo è a corpo, da preventivo dopo un sopralluogo o dopo aver visto le foto, e dipende dal volume, dal piano e dall’ascensore, dalla distanza dal centro di smaltimento e da quanto c’è di vendibile che può abbassare il conto. Prima di firmare chiedi se il prezzo comprende lo smaltimento e dove smaltiscono, se lasciano vuote anche la cantina e la soffitta o solo l’appartamento, se sono assicurati per i danni a muri, porte e scale condominiali, cosa succede a quello che trovano di valore e quanto tempo ci mettono. Chi trasporta rifiuti per conto di altri come attività deve essere iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali, ed è il motivo per cui una ditta ti può dare la prova dello smaltimento e un privato a ore no: conviene chiedere anche questo.
Come si paga in regola
Con una ditta è semplice: ti fa la fattura, e nel preventivo controlli se il prezzo è con o senza IVA. Con una persona a ore che ti aiuta in casa valgono le regole dei piccoli lavori domestici. Se sei un privato e si tratta di qualche giornata, la strada più leggera è la ricevuta per prestazione occasionale, senza ritenuta quando a pagare è una famiglia e senza contributi fino a 5.000 euro l’anno di compensi per chi lavora. Per le ore dentro casa, come svuotare gli armadi e portare giù gli scatoloni, si può usare anche il libretto famiglia, che con i suoi titoli da 10 euro l’ora copre già i contributi e l’assicurazione contro gli infortuni. In un lavoro dove si sollevano mobili sulle scale, quell’assicurazione non è un dettaglio.
Il messaggio da mandare per avere un preventivo sensato
Sono sei righe, e dicono dove si trova la casa, quanto è grande, a che piano è, cosa hai già fatto, cosa ti serve e come paghi. Chi legge sa subito se può farlo e risponde con un numero, non con una domanda.

Se gli sgomberi e i trasporti li fai tu
Dall’altra parte c’è chi ha un furgone, la schiena buona e i fine settimana liberi. Aiutare a svuotare casa è un lavoro che le famiglie cercano in un momento preciso della vita, spesso in fretta, e in cui contano due cose sopra tutte: che ci si possa fidare, perché entri in una casa piena di oggetti personali, e che tu sappia dove va a finire ogni cosa. Nell’annuncio scrivi quello che una famiglia vuole leggere prima di scriverti: in che zona lavori, se hai il mezzo e quanto è capiente, se fai solo carico e trasporto o anche lo smaltimento, se smonti i mobili, quando sei disponibile, se fai il sopralluogo o ti bastano le foto, e se il preventivo è gratuito. Gli annunci già online nella categoria consegne e trasporto sono un buon modello: quelli scritti bene elencano i locali che trattano, dicono come smaltiscono e chiudono con “preventivo gratuito”.
Ci sono due cose da tenere presenti. Se porti via anche i rifiuti con il tuo mezzo come attività continuativa, non è più un lavoretto: serve l’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali e una posizione fiscale, e vale la pena informarsi prima di scriverlo nell’annuncio. Se invece offri le tue ore e il tuo furgone per il carico, per il trasporto delle cose che si tengono e per i viaggi al centro di raccolta fatti insieme al proprietario, resti nel campo della prestazione occasionale o del libretto famiglia, e la guida sulla ricevuta ti dà i modelli da copiare.
La casa vuota, alla fine, si chiude in un pomeriggio
Svuotare casa fa paura prima di cominciare, quando è un blocco unico di quaranta anni. Smette di far paura quando diventa una sequenza: raccogli i documenti, metti da parte le cose che valgono, fotografi le stanze, prepari le tre pile, fai le camere prima della cantina, nella settimana in mezzo fai le telefonate e nel secondo fine settimana chiami le braccia. Resta da decidere solo chi fa il lavoro fisico, e la risposta è nelle stanze. Se le decisioni sono tue e ti manca il furgone, basta una persona a ore; se non ce la fai a entrare, ti serve una ditta che faccia tutto, con un preventivo scritto e la prova di dove finiscono le cose. In entrambi i casi, il giorno in cui chiudi la porta sai esattamente dove è andato ogni oggetto, ed è l’unico modo per non pensarci più.
Domande frequenti
Da dove si inizia per svuotare casa?
Si inizia dai documenti, non dai mobili. Prima si raccolgono in una scatola tutte le carte (l’atto di proprietà o il contratto di affitto, le bollette, le polizze, gli estratti conto, le garanzie), poi si cercano gli oggetti di valore in ogni contenitore, poi si fotografa ogni stanza. Solo dopo si preparano le tre pile e si comincia dalle camere, lasciando la cantina e il garage per ultimi.Quanto tempo ci vuole per svuotare una casa?
Per un appartamento di tre stanze con cantina, in due persone e con le decisioni prese in anticipo, servono di solito due fine settimana pieni: nel primo si fanno i documenti, i valori, le camere e il soggiorno, nel secondo la cucina, il bagno, la cantina e la soffitta, e nella settimana in mezzo si prenotano i ritiri. Se in casa non si è mai buttato niente, il tempo raddoppia.Come svuotare la casa dei miei genitori senza litigare con i miei fratelli?
Serve una regola sola, prima di cominciare: nessuno porta via nulla finché non si è fatto insieme un giro della casa con un foglio in mano, segnando cosa vorrebbe ciascuno. Le poche cose che vogliono in due si decidono subito, il resto entra nelle tre pile. Le foto di ogni stanza scattate prima di iniziare evitano le discussioni su cosa c’era.Svuotare casa di un defunto: cosa non si deve buttare?
Non si buttano i documenti, nemmeno quelli che sembrano vecchi: servono per la dichiarazione di successione, da presentare entro dodici mesi dal decesso, per le disdette delle utenze e per eventuali controlli. Non si buttano nemmeno i contanti, i gioielli, i libretti, le polizze e le chiavi. Con più eredi, non si porta via nulla prima di essersi messi d’accordo.Lo sgombero gratis esiste davvero?
Esiste, ma non è un regalo. La ditta fa un sopralluogo e, se quello che può rivendere (mobili in massello, antiquariato, argenteria, oggetti d’epoca) copre le ore di lavoro e lo smaltimento del resto, non ti chiede nulla. Nella maggior parte delle case arredate con mobili in truciolare il ricavo non copre i costi e svuotare casa gratis diventa un preventivo. Chiedi sempre cosa si portano via, cosa resta a te e dove smaltiscono.Chi ritira i mobili usati gratis?
Le comunità Emmaus ritirano i mobili e gli oggetti in buono stato per rivenderli nei loro mercatini, in molte città a domicilio: bisogna telefonare alla comunità più vicina e chiedere cosa accettano. Alcune Caritas prendono i mobili, quasi tutte prendono i vestiti e la biancheria. I mobili rotti o in truciolare non li ritira nessuno: per quelli si prenota il ritiro degli ingombranti del Comune, che in molti Comuni è compreso nella tariffa dei rifiuti, ma conviene controllare sul sito del tuo.Dove si buttano frigorifero, lavatrice e televisore?
Sono rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) e non vanno tra gli ingombranti normali. Si consegnano gratis al centro di raccolta del Comune, oppure al negozio quando si compra un apparecchio nuovo equivalente; i piccoli apparecchi sotto i venticinque centimetri si lasciano nei grandi negozi di elettronica anche senza acquisto.Quanto costa svuotare casa con uno sgombero?
Con una ditta il prezzo è a corpo e va chiesto con un preventivo dopo un sopralluogo o dopo aver mandato le foto: dipende dal volume, dal piano, dall’ascensore e da quanto c’è di rivendibile. Con una persona a ore paghi il tempo: per l’aiuto nei traslochi e nei trasporti la fascia raccolta nei nostri articoli va da 15 a 25 euro l’ora, di più se mette anche il furgone.Diamoci una mano.
Che tu voglia arrotondare con le tue abilità o cercare un aiuto affidabile vicino a casa, iniziare richiede due minuti.
